Ultima asta prima della pausa: cosa cambia per i mercati e le imprese
Si è svolta venerdì 14 agosto l'ultima asta al Mercato Ittico di San Benedetto prima della cessazione delle attività prevista per il fermo biologico. Per il compartimento che va da San Benedetto del Tronto a Bari il divieto di attività di pesca per le unità autorizzate all'utilizzo di reti a strascico e attrezzature affini decorrerà dal 16 agosto e terminerà il 29 settembre, come stabilito dal D.D. n. 239451 del 19 maggio 2026.
Le cifre registrate all'asta vengono diffuse da Pescagri CIA Marche e costituiscono un riferimento immediato per i commercianti, i ristoratori e i mercati della provincia di Fermo. I prezzi raggiunti nelle contrattazioni dell'ultima giornata utile saranno il parametro di partenza per le scorte pre-fermo e per le strategie di approvvigionamento in vista delle prossime sei settimane di fermo biologico.
- Periodo di fermo: 16 agosto - 29 settembre 2026.
- Ambito territoriale: compartimento da San Benedetto del Tronto a Bari.
- Unità coinvolte: quelle autorizzate a usare reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi e reti gemelle a divergenti.
Tra i prezzi medi comunicati per l'asta del 14 agosto si segnalano alcuni valori significativi che orienteranno consumatori e operatori locali:
| Specie | Prezzo medio (€/kg) |
|---|---|
| Calamaro grande | 21,13 |
| Sogliola grande | 28,70 |
| Scampo di terza | 42,60 |
| Nasello maxi | 11,70 |
| Ricciola | 20,50 |
Per gli operatori della filiera fermana questi valori hanno un duplice significato: da un lato orientano le decisioni d'acquisto e di prezzo al dettaglio in vista del periodo di chiusura; dall'altro rappresentano il riferimento per eventuali approvvigionamenti alternativi e per valutare la tenuta degli stock nei ristoranti e nei mercati locali.
Le attività di pesca con le specifiche attrezzature indicate saranno sospese per favorire il recupero delle risorse marine e per conformarsi alla normativa regionale e nazionale. I consumatori della provincia di Fermo possono attendersi, durante il fermo, una minore disponibilità di alcune specie in commercio e, per alcune referenze, fluttuazioni di prezzo determinate dall'offerta più contenuta.
Gli operatori interessati sono chiamati a pianificare le scorte e a valutare soluzioni alternative: acquisti precauzionali, utilizzo di specie non soggette al fermo o ricorso a prodotti provenienti da altri compartimenti non interessati dalla misura. L'andamento delle contrattazioni prima e dopo il fermo fornirà un quadro utile per monitorare l'effetto dell'intervento sul mercato locale.