Stop temporaneo allo strascico: il calendario e le ragioni
Da venerdì 31 luglio è in vigore il fermo pesca nell'Adriatico per le imbarcazioni che praticano la pesca a strascico nel tratto compreso tra Trieste e Ancona. La misura, prevista dal calendario nazionale 2026, ha l'obiettivo di ridurre la pressione sulle risorse demersali e favorire il ripopolamento degli stock e la tutela degli ecosistemi marini.
Quali aree e quando
La sospensione sarà applicata progressivamente: il tratto da San Benedetto del Tronto a Bari è interessato dal fermo dal 16 agosto al 29 settembre, mentre dall'1 al 30 ottobre la sospensione riguarderà le aree di Brindisi, San Cataldo e Otranto e si estenderà anche allo Ionio, al Tirreno e alle isole.
| Periodo | Area interessata |
|---|---|
| Dal 31 luglio | Trieste - Ancona |
| 16 agosto - 29 settembre | San Benedetto del Tronto - Bari |
| 1 - 30 ottobre | Brindisi, San Cataldo, Otranto, Ionio, Tirreno, isole |
Impatto sui mercati locali e sulle tavole di Fermo
Per i cittadini della provincia di Fermo la misura non significa l'assenza totale di pesce nazionale nelle pescherie. Restano operative alcune attività che non rientrano nel fermo o che sfruttano tecniche diverse dallo strascico: la piccola pesca costiera, le draghe idrauliche e l'acquacoltura continueranno a fornire prodotto fresco. Inoltre, le flotte regionali non ancora interessate dal blocco proseguiranno le uscite fino alle rispettive date di sospensione.
- Disponibilità: possibile diminuzione per alcune specie demersali tipiche della pesca a strascico.
- Provenienza: aumenterà il peso del prodotto importato nei banchi di mercato.
- Prezzi: Coldiretti segnala pressioni al rialzo legate a costi energetici e maggiore ricorso alle importazioni.
Numeri che contano
I dati riportati dalle associazioni di categoria evidenziano una forte dipendenza dall'estero: l'Italia importa circa 1,1 miliardi di chili di pesce, mentre la produzione nazionale risulta inferiore alle 130.000 tonnellate. Questo divario rende il mercato sensibile alle variazioni di offerta determinate da fermi tecnici come quello in atto.
Contesto settoriale e preoccupazioni degli operatori
Le associazioni di settore, tra cui Coldiretti Pesca, hanno sottolineato come il fermo si inserisca in un quadro complesso per la pesca: aumento dei costi energetici, incertezza sulla futura politica comune della pesca e gli effetti dei cambiamenti climatici. Per le marinerie locali la misura comporta una sospensione temporanea dell'attività per gli strascicatori ma non azzera il lavoro del comparto, che si adatterà facendo maggior ricorso ad altri segmenti della flotta.
Che fare per il consumatore a Fermo
Per chi acquista pesce nelle pescherie e nei mercati di Fermo vale qualche indicazione pratica: informarsi sulla provenienza del prodotto, privilegiare le specie fornite dalla piccola pesca e dall'acquacoltura locali e considerare alternative stagionali. I ristoratori e i dettaglianti potrebbero rivedere le offerte in base alla disponibilità e ai costi.
Nel breve periodo il fermo mira a dare respiro alle risorse marine; sul medio termine la sostenibilità dell'approvvigionamento ittico dipenderà anche da politiche europee e nazionali che accompagnino la gestione delle risorse e il sostegno alle marinerie.