La Régent International School di Crans-Montana ha confermato che il figlio di quattro anni di Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale Le Constellation coinvolto nel rogo di Capodanno, non potrà più frequentare l'istituto privato. La decisione, resa nota dalle cronache svizzere, è arrivata a seguito delle pressioni esercitate dalle famiglie degli altri alunni iscritti alla scuola.
La vicenda e le decisioni prese
Secondo le ricostruzioni, la richiesta di allontanamento è partita dalle famiglie che frequentano la Régent, ritenendo «inaccettabile» che i coniugi Moretti continuassero a pagare le rette mentre — sempre secondo le fonti riportate — si sarebbero rifiutati di risarcire le vittime della tragedia e avevano versato una cauzione di 400.000 franchi per lasciare il carcere. La scuola conferma che il bambino dovrà iscriversi a un istituto pubblico a Lens, dove la famiglia risiede.
“Date le circostanze, non condividerà alcuna informazione interna”
La direzione dell'istituto non ha rilasciato commenti estesi sulla vicenda. Il direttore Bernd Westermeyer ha precisato che, considerata la situazione, la scuola non fornirà ulteriori dettagli interni.
Perché la notizia riguarda anche le famiglie italiane
Il caso tocca questioni che interessano il sistema scolastico e le famiglie a tutti i livelli: la convivenza in contesti d'élite, la tutela dei minori implicati in vicende giudiziarie dei genitori e i criteri con cui una comunità scolastica reagisce a fatti esterni. In particolare, mette in luce tensioni tra diritto all'istruzione del bambino e scelte collettive delle famiglie in istituti privati dove la componente economica e reputazionale è rilevante.
- Contesto giudiziario e sociale: la famiglia Moretti è al centro delle indagini sul rogo che ha provocato 41 vittime e il ferimento di oltre 100 persone nella notte di Capodanno.
- Scuola privata d'élite: la Régent International School è descritta come un istituto frequentato prevalentemente da studenti britannici e da famiglie molto abbienti; la retta annuale è indicata nella forchetta di 75.000–120.000 franchi.
- Trasferimento del minore: il bambino dovrà iscriversi a una scuola pubblica a Lens, secondo quanto riportato dalle fonti.
Conseguenze pratiche e questioni aperte
Da un punto di vista pratico, la vicenda comporta alcune conseguenze immediate:
- il bambino cambia ambiente educativo in età prescolare, con possibili implicazioni relazionali e di continuità educativa;
- la scuola privata evita di gestire l'emergere di un conflitto tra famiglie, ma la decisione solleva questioni etiche sul ruolo degli istituti nel tutelare i minori indipendentemente dalle vicende giudiziarie dei genitori;
- si riapre il dibattito pubblico su come le comunità scolastiche rispondono a pressioni esterne e su quale sia il confine tra scelta collettiva delle famiglie e diritto all'istruzione dei bambini.
La notizia è stata anticipata dal quotidiano Blick e ripresa da altri media; inoltre la ricostruzione è circolata anche in alternanza su testate che seguono il caso della strage di Crans-Montana.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Deceduti nel rogo | 41 |
| Feriti | oltre 100 |
| Cauzione versata | 400.000 franchi |
| Retta annua stimata per la scuola | 75.000–120.000 franchi |
Per i genitori e per gli studenti italiani interessati al tema scolastico, questo episodio è un promemoria su quanto la gestione delle relazioni all'interno delle scuole — specialmente in contesti internazionali e privati — possa avere impatti concreti sui minori. Le scuole, le famiglie e i servizi sociali sono i soggetti chiamati a garantire che qualsiasi scelta tuteli innanzitutto il percorso educativo e il benessere del bambino coinvolto.
Resta da vedere se la vicenda produrrà interventi ufficiali da parte di autorità scolastiche o di tutela dell'infanzia nelle giurisdizioni interessate; per il momento, le informazioni disponibili sono quelle rese pubbliche dalla scuola e dalle ricostruzioni dei media.