In campo 17 proposte distribuite su tutto il Paese
Il percorso verso la designazione della Capitale italiana della Cultura 2029 entra ora in una fase formale: sono diciassette le amministrazioni che hanno presentato la propria candidatura, includendo realtà urbane, comprensori e consorzi che rappresentano una pluralità di esperienze e vocazioni culturali. Tra queste figurano cinque proposte provenienti dalla Calabria, a testimonianza dell'intenso fermento culturale anche nelle regioni meridionali.
Le città in corsa e la roadmap delle prossime tappe
Le amministrazioni candidate dovranno ora predisporre un dossier articolato, che sarà consegnato entro il 23 settembre. Il materiale richiesto comprende il progetto culturale, il piano di sostenibilità e l'indicazione dei partner coinvolti: elementi che dovranno dimostrare la capacità di realizzare un programma coerente e duraturo nel tempo.
- Scadenza presentazione dossier: 23 settembre 2026
- Selezione delle 10 finaliste: entro il 16 dicembre 2026
- Audizioni delle finaliste: 10 marzo 2027
La giuria, composta da sette esperti, individuerà le dieci proposte che accederanno alla fase delle audizioni. Successivamente, la commissione formulerà al Ministero della Cultura la proposta finale sulla candidatura ritenuta più idonea al conferimento del titolo.
Chi concorre: vocazioni e territori
Il gruppo delle 17 comprende centri storici noti, realtà montane, comprensori e comuni dell'entroterra. Tra i nomi emersi si segnalano, tra gli altri, città del Nord e del Sud che propongono percorsi differenti: dalla valorizzazione del patrimonio monumentale alla ricucitura dei tessuti sociali, passando per progetti che intrecciano sostenibilità e produzione culturale.
| Regione/Tipo | Candidature (alcune) |
|---|---|
| Calabria | Corigliano‑Rossano, Marcellinara, Rosarno, Cutro, Amantea |
| Altre regioni | Bassano del Grappa, Bardolino, Castelli Romani (Consorzio), Campobasso, Cassino, Cremona, Valle Camonica (Comunità montana), Irsina, Manduria, Nova Siri, Monti Azzurri (Unione Montana), Tivoli |
Significato culturale e impatto locale
La competizione non è soltanto un fatto di immagine: ottenere il titolo comporta la possibilità di attivare progetti strutturali, attrarre flussi turistici qualificati e consolidare reti di partenariato pubblico‑private. Per molte amministrazioni partecipare alla selezione significa avviare un processo di riflessione strategica sul ruolo della cultura come motore di sviluppo e rigenerazione territoriale.
La fase dei dossier, in particolare, costringerà i proponenti a tradurre idee e ambizioni in piani concreti, con obiettivi misurabili e piani di sostenibilità. La definizione dei soggetti coinvolti — istituzioni culturali, associazioni, imprese — sarà un elemento chiave nella valutazione della giuria.
Con la presentazione delle candidature prende il via un calendario che, nei prossimi mesi, definirà quale progetto potrà trasformare la propria proposta culturale in un programma capace di incidere sul territorio e sull'offerta culturale nazionale.