La posizione degli agricoltori dopo la pronuncia del Tar
La CIA Chieti‑Pescara interviene sul Parco Nazionale della Costa Teatina con una lettera indirizzata al Presidente della Regione Abruzzo, al Consiglio regionale, ai Parlamentari abruzzesi e ai sindaci dell’area costiera. Dopo la recente pronuncia del TAR Abruzzo sul procedimento istitutivo, la Confederazione invita a riconsiderare l’assetto del progetto, nato oltre venticinque anni fa, alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti nel territorio provinciale e lungo la Costa dei Trabocchi.
Nella comunicazione, la Confederazione sottolinea il pieno rispetto delle decisioni della magistratura amministrativa, ma rimarca che una sentenza non può sostituire una valutazione politica e territoriale aggiornata. Il tema, per la CIA, è comprendere se il modello disegnato nel 2001 sia ancora adeguato alla realtà economica e sociale di oggi e se la creazione di un nuovo Ente Parco aggiunga effettivamente valore in un contesto già regolato da numerosi strumenti di tutela.
Un territorio cambiato: agricoltura, turismo e tutele esistenti
La Confederazione richiama la trasformazione avvenuta negli ultimi anni lungo la costa e nell’immediato entroterra teatino: imprese agricole più innovative – in particolare nel comparto vitivinicolo –, crescita dell’agriturismo e integrazione tra produzione, accoglienza e promozione, espansione del turismo sulla Costa dei Trabocchi sostenuto dalla Via Verde, maggiore consapevolezza ambientale nelle comunità locali. A questo quadro si aggiunge un sistema di tutele già in vigore: vincoli paesaggistici, rete Natura 2000, ZSC, riserve regionali e strumenti urbanistici.
| Ambito | Evoluzione evidenziata |
|---|---|
| Agricoltura | Imprese più innovative e competitive, con focus sul vitivinicolo |
| Turismo | Crescita su Costa dei Trabocchi, traino della Via Verde |
| Ruralità‑accoglienza | Integrazione tra agricoltura, ospitalità e promozione territoriale |
| Tutele ambientali | Presenza di vincoli, Natura 2000, ZSC, riserve, piani urbanistici |
Alla luce di questo contesto, la CIA ritiene legittimo domandarsi quale sia il valore aggiunto concreto dell’istituzione di un nuovo Ente in un territorio già fortemente regolamentato, sollecitando un confronto ampio e trasparente con amministrazioni e portatori di interesse.
Il messaggio agli amministratori: priorità e bisogni delle imprese
Il presidente Domenico Bomba chiarisce il perimetro della posizione della Confederazione: non un’opposizione all’ambiente, ma un richiamo al ruolo delle aziende agricole come presidio quotidiano del paesaggio. In particolare, Bomba rivendica il contributo pluriennale degli agricoltori alla conservazione di vigneti, oliveti e biodiversità lungo la costa e nell’entroterra. Da qui l’invito a focalizzare l’azione pubblica su esigenze ritenute prioritarie: risorsa idrica e infrastrutture, investimenti e innovazione, ricambio generazionale e semplificazione amministrativa.
«Se oggi la Costa dei Trabocchi conserva paesaggio, vigneti, oliveti e biodiversità, lo si deve agli agricoltori che da generazioni la custodiscono. L’agricoltura è il primo presidio ambientale, non un’attività da limitare.»
Secondo la Confederazione, un eventuale ulteriore livello di governance ambientale dovrebbe evitare sovrapposizioni burocratiche e puntare, piuttosto, a rafforzare gli strumenti già operativi, coinvolgendo attivamente le imprese che operano sul territorio.
Verso un confronto pubblico: attese per Chieti e la costa
Per favorire un dibattito partecipato, la CIA Chieti‑Pescara annuncia un incontro pubblico nelle prossime settimane con istituzioni, amministrazioni locali e rappresentanze economiche. L’obiettivo è raccogliere contributi e valutazioni sul futuro della Costa Teatina: modalità di gestione delle tutele, opportunità per il comparto agricolo, compatibilità con le filiere del turismo lento e con la qualità paesaggistica che caratterizza l’area.
Per la provincia di Chieti, il confronto si inserisce in un passaggio cruciale: trovare un equilibrio tra protezione dell’ambiente costiero e sostegno allo sviluppo locale, salvaguardando il lavoro delle aziende agricole e delle microimprese turistiche. La discussione sul Parco, alla luce della fotografia aggiornata del territorio, potrebbe orientare le scelte di programmazione nei prossimi anni.
Cosa cambia per cittadini e imprese
- Per gli agricoltori: l’esito del confronto potrà incidere su pratiche, autorizzazioni e accesso a misure di sostegno; la CIA chiede semplificazioni e investimenti mirati.
- Per il turismo: un assetto chiaro delle tutele è decisivo per consolidare l’offerta legata alla Via Verde, ai trabocchi e alla valorizzazione del paesaggio costiero.
- Per i Comuni: la definizione dei perimetri e delle competenze avrà effetti sulla pianificazione locale e sull’integrazione con gli strumenti già in vigore.
La richiesta avanzata da CIA Chieti‑Pescara è, in sostanza, quella di un aggiornamento condiviso che tenga conto della realtà 2026 della Costa Teatina, evitando duplicazioni normative e puntando su una governance efficace delle risorse ambientali, agricole e turistiche.