Decisione dell'ufficio tecnico e quadro giudiziario
L'amministrazione comunale di Latina ha formalmente annullato il permesso di costruire concesso nel 2013 per il corpo di fabbrica noto come il palazzo di Borgo Piave, realizzato dalla Piave Costruzioni, società riconducibile all'imprenditore ed ex consigliere comunale. L'atto dell'ufficio tecnico segue il percorso giudiziario che negli ultimi anni ha visto emergere irregolarità nella documentazione prodotta a supporto del titolo edilizio e la condanna, in primo grado, dell'amministratore della società per reati legati all'attività edilizia e al falso.
Secondo quanto riportato nei provvedimenti, la decisione amministrativa è stata adottata anche alla luce di recenti comunicazioni della Corte d'Appello di Roma e di una pronuncia della Corte di Cassazione che hanno reso definitiva l'ordinanza di demolizione già disposta nei confronti della ditta. L'edificio, la cui volumetria è indicata nei documenti dell'epoca in 9.762 metri cubi, era stato sottoposto a sequestro oltre dieci anni fa.
Vicende amministrative precedenti e rilancio dei lavori
Nel 2015 il Commissario straordinario del Comune aveva annullato le varianti ai piani particolareggiati esecutivi che avevano consentito il rilascio del titolo per Borgo Piave. Quell'annullamento, tuttavia, non aveva impedito il proseguimento dei lavori nei successivi anni: il cantiere era infatti ripreso e, tre anni fa, la ricostruzione delle attività edili aveva nuovamente attirato l'attenzione degli uffici e degli inquirenti, con l'apertura di una nuova indagine per presunta lottizzazione abusiva.
Conseguenze pratiche per la città
- Demolizione definitiva: con l'annullamento del permesso di costruire, il Comune allinea l'atto amministrativo alle sentenze penali che prevedono la rimozione dell'opera.
- Ripercussioni sui cantieri: il provvedimento rende non più legittimato il completamento dell'immobile e potrà determinare l'avvio delle procedure di esecuzione dell'ordine di demolizione.
- Controlli sull'urbanistica: la vicenda sottolinea l'attenzione degli uffici tecnici verso abusi e falsificazioni documentali nei titoli edilizi.
Cronologia essenziale
| Anno | Evento |
|---|---|
| 2013 | Rilascio del permesso di costruire per il palazzo di Borgo Piave |
| 2015 | Annullamento delle varianti ai piani particolareggiati da parte del Commissario straordinario |
| Ultimi anni | Sequestro e sviluppo di indagini penali; cantiere ripreso e nuova inchiesta per lottizzazione abusiva |
| Anno corrente | Comunicazioni della Corte d'Appello e pronuncia della Cassazione che rendono definitiva la demolizione; annullamento del titolo edilizio da parte dell'ufficio tecnico |
Il provvedimento comunale chiarisce che, a seguito degli esiti del procedimento penale, è stata accertata la falsità della documentazione presentata per ottenere il permesso e, per questo motivo, il titolo è stato revocato. L'atto amministrativo colma così un vuoto che aveva complicato l'azione di tutela del territorio, considerato che in passato il Tar aveva annullato alcune ordinanze in assenza dell'annullamento del permesso di costruire.
Implicazioni e prossimi passi
Con l'annullamento del permesso, l'iter verso la demolizione diventa più lineare dal punto di vista amministrativo. Resta ora da seguire l'attività dell'autorità giudiziaria e l'opera di coordinamento tra uffici comunali per attivare eventuali procedure esecutive e di messa in sicurezza dell'area. Per i residenti di Borgo Piave e per la città, la decisione rappresenta un momento di svolta dopo anni di incertezza attorno a un cantiere che ha segnato la vita del quartiere.
Seguiranno aggiornamenti sull'evoluzione delle operazioni tecniche e sulle eventuali ricadute procedurali e patrimoniali legate alla sentenza e all'annullamento del titolo edilizio.