Imprese sarde sotto pressione: Cagliari è la provincia più danneggiata
Le micro e piccole imprese della Sardegna stanno affrontando una pressione economica significativa a causa del costo dell'energia elettrica. Secondo l'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, elaborata su dati Eurostat, Arera e Terna e presentata il 21 settembre a Chia durante la convention "Energies and Sustainability Confartigianato High School", il totale degli extracosti sostenuti dalle 95mila micro e piccole imprese isolane nell'ultimo anno si attesta a circa 103 milioni di euro.
Il report sottolinea come questi oneri abbiano inciso per lo 0,25% sul Pil regionale, collocando la Sardegna al quarto posto tra le regioni italiane più penalizzate in rapporto al prodotto interna lordo. A livello territoriale, la provincia di Cagliari risulta la più colpita con circa 37 milioni di euro di extracosti imputabili al costo dell'elettricità, seguita da Sassari-Gallura, Sud Sardegna, Nuoro e Oristano.
- Totale extracosti per la Sardegna: 103 milioni di euro
- Provincia di Cagliari: 37 milioni
- Impatto sul Pil regionale: 0,25%
Perché la bolletta pesa tanto
Secondo il documento, il prezzo medio dell'elettricità per le piccole aziende italiane è pari a circa 25,99 cent€/kWh, un valore che supera della quasi il 18% la media Ue (22,04 cent€/kWh) e colloca l'Italia tra i Paesi europei con i prezzi più elevati. A incidere in maniera significativa è il prelievo fiscale e parafiscale applicato direttamente in bolletta — accise e oneri di sistema — che, sulla fascia delle piccole imprese, risulta superiore del 47,4% rispetto alla media comunitaria.
Il risultato è un paradosso: mentre le grandi imprese energivore beneficiano di meccanismi di sgravio e tariffe agevolate, le attività con consumi contenuti (sotto i 20 MWh) subiscono il divario più marcato, che in alcuni casi supera ampiamente la media europea.
| Provincia | Extracosti stimati (milioni €) |
|---|---|
| Cagliari | 37 |
| Sassari-Gallura | 29 |
| Sud Sardegna | 18 |
| Nuoro | 11 |
| Oristano | 7 |
Conseguenze e possibili vie d'uscita
Per le imprese locali l'aumento dei costi energetici significa margini più stretti, prezzi di vendita potenzialmente più alti e una competitività indebolita sui mercati esteri e nazionali. Il report di Confartigianato evidenzia la necessità di interventi mirati a ridurre gli oneri in bolletta e di politiche che favoriscano l'autoproduzione e l'efficientamento energetico delle aziende.
Per le attività del territorio metropolitano di Cagliari e delle aree produttive limitrofe, le misure utili sul breve e medio termine possono comprendere:
- valutazione di investimenti in impianti fotovoltaici o soluzioni di autoconsumo;
- adesione a strumenti di aggregazione per l'acquisto di energia a condizioni più favorevoli;
- richiesta di incentivi o agevolazioni per l'efficientamento energetico e per la transizione verso consumi più sostenibili.
Le associazioni di categoria presenti alla convention hanno sollevato la questione come prioritaria per le politiche locali e nazionali: la riduzione degli oneri in bolletta e strumenti di sostegno mirati sono indicati come passaggi necessari per non compromettere la tenuta delle microattività, spesso motore dell'economia locale.
Resta ora da vedere quali provvedimenti verranno prospettati dai livelli istituzionali e quali risposte concrete saranno messe in campo per alleggerire il peso di una voce di costo che, per molte imprese della provincia di Cagliari, sta diventando insostenibile.