Un tavolo per decidere dove e come sviluppare le rinnovabili
Si è svolta a Campobasso una giornata di confronto promossa dal Gruppo Consiliare del Partito Democratico del Molise sulla proposta di legge regionale che mira a individuare le aree idonee e non idonee all'installazione di impianti energetici. L'iniziativa, cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali, tecnici e associazioni, arriva alla vigilia dell'approdo del testo in Aula, dopo il ciclo di audizioni svolte in Commissione.
Quale bilancio tra sviluppo e tutela del territorio?
Al centro del dibattito la necessità di governare la transizione ecologica «senza subirla», cercando una sintesi tra lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la protezione del paesaggio, della vocazione agricola e delle comunità locali. La consigliera regionale del PD Micaela Fanelli ha coordinato i lavori e richiamato l'importanza di ascoltare tutti gli attori del territorio.
«L'ascolto di tutti gli attori del territorio, dai sindaci alle associazioni ambientaliste e di categoria, è l'unico modo per scrivere una legge davvero efficace. Dobbiamo trovare un punto di sintesi alto tra lo sviluppo sostenibile e la tutela del paesaggio, prestando una cura speciale per tutte le aree più esposte come la Valle del Fortore, il Molise centrale e il Basso Molise, dove oggi si concentra il maggior numero di impianti, talvolta persino sulle medesime particelle.»
Dal confronto emergono due obiettivi dichiarati: definire criteri chiari e condivisi per l'individuazione delle aree e garantire che la normativa regionale risponda anche alle direttive statali, mantenendo un equilibrio tra crescita e tutela del territorio.
- Partecipazione: coinvolgimento di sindaci, associazioni ambientaliste e di categoria per costruire il testo;
- Salvaguardia: attenzione alle aree più vulnerabili dal punto di vista paesaggistico e agricolo;
- Buone pratiche: esempi di altre regioni su agrivoltaico di qualità e digitalizzazione delle procedure.
Esperienze a confronto e profilo tecnico-giuridico
All'incontro hanno portato contributi altre realtà regionali: Paolo Calvano, capogruppo PD in Emilia-Romagna, ha illustrato i benefici dei limiti all'occupazione del suolo agricolo e delle pratiche di agrivoltaico di qualità. La Dott.ssa Francesca De Falco ha raccontato l'esperienza della Campania, dove la digitalizzazione e l'istituzione di un'Anagrafe delle fonti energetiche rinnovabili hanno ridotto gli arretrati e favorito occupazione giovanile.
Sul piano scientifico e giuridico il Professor Alessandro Cioffi dell'Università degli Studi del Molise ha descritto l'impianto del testo, basato su principi costituzionali e criteri europei. Il Presidente del Consiglio Regionale, Quintino Pallante, ha sottolineato il ruolo dell'Assemblea come luogo di sintesi democratica, mentre il consigliere delegato Andrea Di Lucente ha richiamato l'origine territoriale del percorso normativo.
| Area | Preoccupazione |
|---|---|
| Valle del Fortore | esposizione e concentrazione di impianti |
| Molise centrale | vulnerabilità paesaggistica |
| Basso Molise | alta concentrazione di impianti su stesse particelle |
Per gli amministratori locali e per i cittadini la discussione non è puramente teorica: l'esito della legge determinerà dove potranno essere collocati nuovi impianti, con conseguenze dirette su uso del suolo, agricoltura, paesaggio e possibili ricadute occupazionali. Il richiamo a strumenti come l'agrivoltaico di qualità e l'Anagrafe FER indica la volontà di imparare dalle pratiche che hanno funzionato altrove, ma resta centrale la definizione delle aree protette e dei criteri di esclusione.
Il testo ora attende l'esame in Aula regionale: i prossimi passaggi saranno decisivi per tradurre in norma le indicazioni emerse e per stabilire regole che possano essere recepite e applicate dai Comuni e dagli operatori sul territorio.