Nuovo capitolo nell'inchiesta sul duplice avvelenamento a Pietracatella
Sono arrivati dall'istituto tedesco Robert Koch i risultati degli esami del sangue su Gianni e Alice Di Vita, rispettivamente marito e figlia superstite di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, le due donne decedute dopo l'avvelenamento registrato a Pietracatella. Secondo quanto riportato dagli specialisti, non risultano evidenze di contatto con la sostanza tossica oggetto dell'indagine.
"Non hanno mai avuto contatti con la ricina."
L'analisi, eseguita dal Robert Koch Institute di Berlino — uno dei centri più avanzati nello studio dei veleni — è stata disposta per confermare gli accertamenti già svolti in Italia dal Centro antiveleni di Pavia. Il laboratorio tedesco è stato coinvolto per la sua capacità di individuare tracce e anticorpi anche a distanza di mesi dall'esposizione.
Parallelamente agli esami di laboratorio, la procura di Larino ha rafforzato l'attività investigativa: è stato disposto il sequestro di un computer e di dieci pen drive in uso a Gianni Di Vita. Il provvedimento è connesso all'inchiesta che presenta due filoni distinti: uno con indagati cinque medici per omicidio colposo, nel quale lo stesso Di Vita figura come parte offesa; l'altro riguarda un fascicolo per duplice omicidio premeditato al momento iscritto contro ignoti.
- Esami di laboratorio: negativo il riscontro di esposizione alla ricina per i due familiari sottoposti ai prelievi.
- Attività della procura: sequestro di dispositivi informatici e approfondimenti sulle informazioni in essi contenute.
- Due filoni investigativi: responsabilità medica e possibile avvelenamento doloso.
Il sequestro informatico è motivato dalla necessità di acquisire dati, file e materiale che possano fornire elementi utili a ricostruire dinamiche, contatti e responsabilità. Gli inquirenti ritengono che i dispositivi possano contenere informazioni rilevanti per chiarire il contesto in cui sono avvenuti i decessi.
Per la comunità di Pietracatella e per l'intera provincia di Campobasso resta alta l'attenzione: la vicenda ha suscitato forte preoccupazione e molte domande rimangono aperte sul come e sul perché dell'avvelenamento. L'esito degli esami da Berlino segna un punto fermo sulle persone sottoposte al test, ma non chiude il quadro investigativo.
Nei prossimi giorni la procura proseguirà con accertamenti tecnici sui supporti sequestrati e con ulteriori ascolti: tra gli obiettivi degli investigatori c'è individuare fonti, modalità di diffusione della sostanza e eventuali responsabilità penali. Ogni sviluppo investigativo potrà avere ricadute dirette sulla vita pubblica e sulle istituzioni locali, che seguono con attenzione l'evolversi della vicenda.
| Elemento | Stato attuale |
|---|---|
| Esami su Gianni e Alice Di Vita | Esito negativo per esposizione alla ricina |
| Materiale sequestrato | 1 computer e 10 pen drive |
| Filoni investigativi | Omicidio colposo (medici) e duplice omicidio premeditato (contro ignoti) |