Ordinanza e primo riscontro sul campo
Dal 3 luglio è entrata in vigore un'ordinanza comunale che impone la rimozione di fotografie, sedie, tavolini, fioriere, lumini e altre suppellettili collocate oltre i limiti delle concessioni all'interno del cimitero di Bari. Il provvedimento stabilisce che gli spazi comuni, le aiuole e gli alberi debbano essere liberati entro venti giorni dall'entrata in vigore.
Un primo sopralluogo nella mattina successiva ha rilevato come i manifesti con l'avviso del Comune, affissi capillarmente il 2 luglio, siano già pochi e in parte asportati: pochi fogli A4 rimangono visibili nei pressi dei due ingressi e su alcuni tronchi lungo i viali. Questo dato è significativo perché segnala una reazione immediata alla comunicazione pubblica e lascia intendere che alcune famiglie abbiano rimosso gli avvisi o che siano intervenute terze persone.
Presidi e tensioni attorno a una sepoltura nota
La zona attorno alla tomba di Lello Capriati è descritta come un presidio silenzioso: non sempre con le stesse persone, con controlli talvolta percepiti come sguardi di vigilanza. Chi si avvicina per fotografare o osservare viene interrogato: «Cosa state fotografando?». Un avviso comunale visibile alle spalle della sepoltura è tra i pochi a non essere stato rimosso, ma la sensazione sul campo è che molti manifesti siano già stati staccati.
«Andate a sinistra, poi a destra, e poi a sinistra, poi sempre dritto».
La frase, riportata dai testimoni, illustra le indicazioni che vengono date per raggiungere la tomba e fotografa un clima di attenzione costante intorno a quel settore del camposanto. Contemporaneamente, alcune tombe risultano aver oltrepassato i propri confini, trasformandosi in spazi di riferimento che occupano aree comuni.
Conseguenze pratiche per le famiglie e per l'amministrazione
Per le famiglie titolari delle concessioni la misura comporta l'obbligo di riportare le sepolture entro i limiti autorizzati; in mancanza di intervento volontario è prevista la rimozione forzata da parte del Comune dopo il termine dei venti giorni. L'azione interessa anche gli arredi collocati attorno agli alberi e nelle aiuole, element i comuni di utilizzo collettivo che devono ritornare fruibili per tutti i visitatori.
- Data di entrata in vigore: 3 luglio
- Termine per la rimozione volontaria: 20 giorni dall'entrata in vigore
- Oggetti interessati: fotografie, sedie, tavolini, fioriere, lumini e ogni suppellettile oltre i limiti delle concessioni
Il provvedimento è motivato dalla necessità di ripristinare il decoro e la libera fruizione degli spazi comuni, ma sul campo solleva questioni pratiche e di ordine pubblico, soprattutto dove la frequentazione assume toni più controllati o vigilati.
Tabella riepilogativa
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Data entrata in vigore | 3 luglio |
| Scadenza per rimozione | 20 giorni |
| Oggetti da rimuovere | Foto, sedie, tavolini, fioriere, lumini e suppellettili oltre i limiti |
| Area con maggiore attenzione | Vicino alla tomba di Lello Capriati e viali di ingresso |
Nei prossimi giorni il Comune dovrebbe completare il monitoraggio e valutare eventuali interventi coattivi laddove le rimozioni non siano state effettuate. Per i cittadini si apre ora una fase pratica: controllare i propri confini di concessione e provvedere alla rimozione volontaria degli oggetti segnalati per evitare la rimozione d'ufficio e possibili controversie.
Il tema è destinato a rimanere al centro dell'attenzione cittadina almeno fino alla scadenza dei venti giorni, con possibili riflessi sul rapporto tra amministrazione e comunità dei familiari che frequentano il cimitero.