Perizia conferma la causa del decesso
La relazione preliminare dell'autopsia depositata presso la Procura di Larino indica come causa dei decessi di due donne residenti a Pietracatella un avvelenamento da ricina. Il collegio di esperti, coordinato dalla dottoressa De Luca, ha firmato le osservazioni tecniche che attribuiscono alla tossina la responsabilità degli esiti letali; la relazione definitiva, sottolinea il procuratore capo Elvira Antonelli, richiederà ancora alcuni giorni per la formalizzazione completa.
Analisi esterne e tempi previsti
Per confermare e integrare i reperti, la Questura ha predisposto il trasporto all'estero di materiali biologici e oggetti sequestrati. Una scorta della Squadra Mobile ha trasferito a Berlino, in contenitori refrigerati a -20 °C, organi, tessuti e campioni alimentari: dovranno essere eseguite controanalisi indipendenti dal Robert Koch Institut. I risultati di queste verifiche sono attesi entro la fine del mese. È previsto inoltre, all'inizio di agosto, un nuovo sopralluogo congiunto di specialisti della polizia scientifica italiana e tedesca nell'abitazione delle vittime per cercare tracce della sostanza o della pianta del ricino.
Reperti sotto esame
Gli accertamenti tecnici si concentrano su una serie di materiali prelevati nell'abitazione e sottoposti a sequestro. Tra i campioni inviati agli esperti figurano:
- 70 campioni di cibo, tra cui avanzi dei pasti;
- due borracce rinvenute nella casa;
- una polvere scura, descritta come granuli, oggetto di particolare attenzione.
| Tipologia | Destinazione/azione |
|---|---|
| Campioni biologici e alimentari | Controanalisi presso Robert Koch Institut (Berlino) |
| Ispezione sull'abitazione | Sopralluogo congiunto esperti italo-tedeschi previsto all'inizio di agosto |
| Campioni ematici familiari | Valutazione anticorpi e possibile esposizione |
Indagini e persone sotto osservazione
Sul fronte investigativo, la Procura e la Questura hanno intensificato gli interrogatori di familiari e conoscenti. Fonti investigative riferiscono che l'attenzione degli inquirenti si starebbe concentrando su tre profili: si tratterebbe di due uomini e di una donna. Al momento non sono stati resi noti nomi né provvedimenti cautelari.
Sono inoltre sotto osservazione clinica i prelievi ematici di altri due membri della famiglia, identificati come Gianni e Alice Di Vita, per verificare l'eventuale sviluppo di anticorpi che indicherebbero un precedente contatto con la sostanza tossica.
Impatto locale e prossime fasi
La conferma della causa tossicologica apre una fase cruciale dell'inchiesta. Le analisi di Berlino e i riscontri sul territorio saranno determinanti per ricostruire modalità, origine e responsabilità dell'avvelenamento. Per i residenti di Pietracatella e dei comuni vicini restano questioni pratiche e di sicurezza: la magistratura e le forze dell'ordine stanno procedendo con verifiche mirate e con l'interrogatorio di persone ritenute potenzialmente informate sui fatti.
Nei prossimi giorni la Procura aggiornerà sugli sviluppi tecnici e investigativi non appena disponibili i risultati di laboratorio e le conclusioni del collegio medico. L'accesso alle conclusioni del Robert Koch Institut e i sopralluoghi specialistici costituiranno elementi chiave per le fasi successive dell'indagine.