Allarme sui costi della prima infanzia, pressione su famiglie e imprese
Il rincaro delle rette degli asili nido e l'aumento delle tariffe mensili per le mense scolastiche stanno creando forte preoccupazione tra le famiglie e le piccole imprese della provincia di Treviso. L'associazione di categoria Cna Unimpresa Treviso chiede alle istituzioni un intervento strutturale per evitare che l'accesso ai servizi per la prima infanzia diventi un fattore limitante per l'occupazione e la continuità delle attività produttive locali.
Secondo l'associazione, in alcuni casi le rette sono salite fino a 700 euro al mese. La criticità è stata segnalata da imprenditori e artigiani della Marca e riguarda, oltre ai casi già evidenziati a Ponzano Veneto e Meduna di Livenza, altri tredici Comuni del territorio trevigiano: Fontanelle, Mogliano Veneto, Moriago della Battaglia, Ponte di Piave, Vedelago, Riese Pio X, Castelfranco Veneto, Preganziol, Santa Lucia di Piave, Zero Branco, San Biagio di Callalta, Follina e Susegana.
"Non parliamo di un disagio astratto: parliamo di madri e padri che fanno impresa nella Marca Trevigiana e che si trovano a dover scegliere se accettare rincari a due cifre o rinunciare a un servizio che è fondamentale per poter lavorare", ha dichiarato il presidente di CNA Unimpresa Treviso, Stefano Camarotto.
Oltre al tema delle tariffe, Cna mette in evidenza la scarsità di posti disponibili nei nidi: il nuovo asilo comunale di Santa Lucia di Piave, con 24 posti, ha esaurito le iscrizioni in due giorni, segnalando una domanda che supera l'offerta. Per l'associazione, ciò conferma che la questione non è solo economica ma riguarda l'intera rete dei servizi per l'infanzia.
- Costi crescenti: segnalati aumenti delle rette fino a 700 euro al mese.
- Comuni coinvolti: 15 località trevigiane indicate dall'associazione tra cui Ponzano Veneto e Castelfranco.
- Disponibilità ridotta: casi come Santa Lucia di Piave mostrano file e graduatorie esaurite in breve tempo.
Per le famiglie il costo dell'asilo nido non è solo una voce di bilancio: secondo Cna può determinare se un'impresa mantiene un secondo reddito, un apprendista o una collaboratrice qualificata. Per le micro e piccole imprese del territorio, già alle prese con problemi di reperimento della forza lavoro, un aumento generalizzato delle tariffe può tradursi in minori possibilità di assumere o mantenere risorse, con impatti sulla produzione locale.
Quali effetti per i comuni e quale risposta possibile
Le amministrazioni locali che rinnovano i bandi per la gestione dei servizi educativi si trovano oggi davanti a scelte delicate: contenere le tariffe, aumentare i posti disponibili o mettere in campo misure di sostegno rivolte a nuclei a basso e medio reddito. Alcuni Comuni della Marca sono citati come esempi per interventi già adottati, ma Cna chiede una strategia più ampia e coordinata a livello provinciale e regionale per evitare disomogeneità e situazioni penalizzanti.
| Elemento | Dato dalla segnalazione |
|---|---|
| Massima retta segnalata | 700 euro/mese |
| Comuni indicati | 15 (tra cui Ponzano Veneto, Castelfranco, Santa Lucia di Piave) |
| Posti esauriti (esempio) | 24 posti a Santa Lucia di Piave |
Per le famiglie della provincia questo quadro suggerisce alcune azioni pratiche immediate: informarsi sui criteri e sulle graduatorie dei nidi comunali, verificare eventuali contributi regionali o comunali per il sostegno alla genitorialità, e rivolgersi alle associazioni di categoria per segnalare casi concreti di difficoltà. Per le amministrazioni, la sfida sarà bilanciare costi, qualità e offerta di posti, mantenendo il servizio accessibile senza comprimere la sostenibilità per i gestori.
La richiesta di Cna Unimpresa Treviso è dunque una sollecitazione a predisporre un piano strutturale che affronti insieme tariffe, posti e strumenti di sostegno economico, con l'obiettivo di preservare l'accesso ai servizi per la prima infanzia e sostenere la partecipazione femminile al mercato del lavoro nella Marca Trevigiana.