Sindacato chiede controlli e misure urgenti per proteggere chi lavora all'aperto
La Fillea Cgil lancia un monito per la provincia di Siena: l’ondata di caldo che sta investendo la regione rende «particolarmente complicate e rischiose» le attività lavorative svolte all’aperto, con particolare riferimento a cantieri e cave. Nel comunicato la categoria degli edili sollecita istituzioni, organi di vigilanza e imprese a intensificare i controlli sul territorio e a rispettare le prescrizioni regionali volte a proteggere la salute dei lavoratori.
Secondo la nota sindacale, la situazione si protrarrà ancora per giorni e vedrà valori termici elevati: la condizione di caldo intenso aumenta il rischio di colpi di calore, problemi cardiovascolari e incidenti sul lavoro dovuti a stanchezza, disattenzione o condizioni ambientali estreme. Per questo motivo la Fillea chiede l’applicazione rigorosa delle linee guida per la protezione dal calore e il rispetto dell’ordinanza della Regione Toscana.
«Come Fillea CGIL Toscana rivolgiamo un appello alle istituzioni competenti, agli organi di vigilanza e alle imprese, affinché sia garantito il rigoroso rispetto delle linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare e il rispetto dell’ordinanza emessa dalla Regione Toscana»
Il sindacato sottolinea inoltre la necessità di una presenza ispettiva rafforzata nei luoghi di lavoro per verificare non solo le misure legate all’emergenza caldo ma anche l’osservanza complessiva delle norme di sicurezza nei cantieri e nelle attività estrattive. La Fillea collega la richiesta anche a campagne più ampie sulla qualità dell’appalto e sulla tutela contrattuale dei lavoratori, ricordando iniziative a livello nazionale per contrastare situazioni di sfruttamento nella filiera degli appalti.
- Chi è coinvolto: operai edili, addetti alle cave e ai cantieri presenti nella provincia di Siena.
- Richieste sindacali: intensificazione delle ispezioni, rispetto delle linee guida regionali, applicazione dell’ordinanza Toscana.
- Rischi indicati: problemi da esposizione al calore, cali di attenzione e aumento degli infortuni sul lavoro.
Per i residenti e per le imprese del territorio la sollecitazione sindacale ha ricadute pratiche immediatamente percettibili: le datori di lavoro sono chiamati ad adattare orari e ritmi di lavoro, prevedere pause idonee, mettere a disposizione acqua e luoghi ombreggiati, valutare la possibilità di posticipare alcune attività più gravose nelle ore più calde. Allo stesso tempo, una maggiore attività di vigilanza può tradursi in controlli più frequenti nei cantieri e nelle cave del territorio senese.
| Elemento | Indicazione |
|---|---|
| Destinatari | Imprese edili, aziende estrattive, lavoratori in appalto e subappalto |
| Richiesta principale | Più ispezioni e rispetto delle linee di protezione dal calore |
| Conseguenze attese | Aumento dei controlli sul territorio e possibili interventi correttivi per le imprese |
La Cgil pone anche l’accento su una questione strutturale: senza una normativa nazionale unificata sul rischio da calore, la gestione delle tutele resta frammentata e dipendente da ordinanze regionali e linee guida. Per la Fillea ciò rende ancora più importante che, a livello locale, si verifichi il rispetto delle misure già previste e si intervenga tempestivamente in caso di irregolarità.
Per i lavoratori della provincia interessati dall’allarme sindacale, le indicazioni operative più immediate sono: rimanere idratati, segnalare condizioni di rischio ai rappresentanti sindacali o ai responsabili della sicurezza, e non svolgere mansioni più gravose nelle ore centrali se non sono state previste adeguate misure di protezione. Le imprese, dal canto loro, sono convocate a mettere in atto misure preventive e di organizzazione del lavoro compatibili con il persistere dell’ondata di calore.
La richiesta di maggiore attenzione e di tutele adeguate arriva in un momento in cui il territorio provinciale, come gran parte della Toscana, deve confrontarsi con condizioni meteorologiche estreme e con gli impatti che queste hanno sulla salute pubblica e sull’attività produttiva locale.