Memoria, legami e servizio: il ritorno dei primi agenti del Nucleo
Nei giorni scorsi Reggio Calabria ha ospitato il raduno di coloro che, nel 1986, costituirono il 1° Nucleo Prevenzione Crimine Calabria, la prima formazione specialistica della Polizia di Stato con sede in città. All'incontro hanno partecipato uomini che allora erano all'inizio della loro carriera e che, provenienti da diverse parti d'Italia, furono inviati in provincia per sostenere l'azione di contrasto alla criminalità organizzata.
Il richiamo alla genesi di quel gruppo è stato al centro delle conversazioni: un breve ciclo formativo durato circa un mese presso la Scuola di Polizia di Vibo Valentia contribuì a creare una squadra operativa che fu poi basata alla Caserma Cantaffio di Reggio. I partecipanti ricordano le attività sul territorio, dalla vigilanza con posti di blocco ai rastrellamenti in Aspromonte, passando per i controlli negli esercizi pubblici.
- Anno di costituzione: 1986
- Personale iniziale: circa 40 tra agenti, assistenti e funzionari
- Sedi principali: Scuola di Polizia di Vibo Valentia; Caserma Cantaffio (Reggio Calabria)
L'incontro non è stato solo un momento di ricordi operativi, ma anche di emozione: sono riaffiorati episodi di rischio condiviso, successi nelle attività investigative e, purtroppo, il ricordo dei colleghi scomparsi e delle famiglie colpite. Molti presenti hanno espresso gratitudine per la solidarietà nata in quegli anni difficili e per i rapporti che si sono mantenuti nel tempo.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Periodo della formazione | Circa un mese (Scuola di Polizia, Vibo Valentia) |
| Base operativa | Caserma Cantaffio, Reggio Calabria |
| Attività principali | Pattugliamenti, posti di blocco, rastrellamenti, controlli amministrativi |
Tra i temi affrontati è emersa la continuità nel servizio: alcuni figli di quegli operatori hanno scelto a loro volta la divisa, segnando un passaggio generazionale che sottolinea il valore professionale e umano del mestiere. L'appuntamento ha offerto anche lo spunto per riflettere sulle trasformazioni nei metodi operativi e nella strategia di contrasto alla criminalità sul territorio reggino, confrontando esperienze passate con le pratiche odierne.
Per la comunità locale il raduno rappresenta un'occasione per ricordare un periodo in cui la presenza rinforzata delle forze dell'ordine fu determinante per la sicurezza pubblica. I partecipanti hanno voluto dedicare attenzione ai colleghi caduti e al sostegno alle loro famiglie, evidenziando come la memoria di quei fatti resti parte integrante della storia delle istituzioni nella provincia.
L'evento ha avuto inoltre una valenza simbolica: riportare in città chi contribuì, quattro decenni fa, a dare un segnale di presenza e vicinanza della Stato in una fase critica per le comunità locali. Per i cittadini significa rileggere una pagina di storia recente con l'attenzione rivolta al presente, alla sicurezza quotidiana e al ruolo delle forze dell'ordine nel mantenere l'ordine pubblico.
Resta, infine, l'immagine dei saluti e degli abbracci tra colleghi che non si vedevano da anni, testimoniando come, oltre alla professionalità, siano i legami umani a durare nel tempo e a perpetuare la memoria di quel servizio svolto a favore della provincia reggina.