Cronaca Provincia di Caserta (CE)

A Casagiove l'oratorio diventa luogo di inclusione: spazio a misura di comunità

A Casagiove l’oratorio Anspi adotta soluzioni inclusive per tenere insieme ragazzi di diversa provenienza e religione. L’esperienza locale punta su ascolto, attività intergenerazionali e servizi educativi per contrastare emarginazione e abbandono giovanile.

A Casagiove l'oratorio diventa luogo di inclusione: spazio a misura di comunità
©Illustrazione IA Pasquale Iodice / we-news.com

Un oratorio che apre e trattiene: la scelta operativa di Casagiove

A Casagiove, in provincia di Caserta, l’oratorio Anspi è diventato un esempio pratico di come la comunità parrocchiale provi a rispondere alle tensioni sociali e alla frammentazione generazionale. L’attenzione non è rivolta semplicemente alla proposta religiosa, ma alla costruzione di uno spazio capace di accogliere e tenere insieme bambini e adolescenti provenienti da contesti diversi: figli di commercianti e di persone ristrette in carcere, giovani cattolici e musulmani.

Il sacerdote che guida l’esperienza locale, don Stefano Giaquinto, spiega con linguaggio diretto l’approccio: l’obiettivo primario è offrire ai ragazzi un luogo dove instaurare relazioni sane e sottrarli ai rischi della strada. Per favorire questa convivenza, nell’oratorio è stato ricavato anche uno spazio per la preghiera dei fedeli musulmani, una soluzione definita funzionale alla vita della comunità parrocchiale.

"sempre quello è il fine"

La frase citata sintetizza la finalità educativa dell’esperienza: al centro resta l’ascolto e la cura dei «mali invisibili» che spesso accompagnano l’adolescenza in contesti fragili. Non si tratta di un’operazione di facciata, ma di una strategia che pone i minori e le loro esigenze pratiche — gioco, formazione, relazioni — al centro dell’offerta oratoriana.

Modelli gestionali e rete associativa

L’esperienza di Casagiove si inserisce in un quadro più ampio: l’Associazione Nazionale San Paolo (Anspi) nel Casertano e a livello nazionale promuove la fusione tra oratorio e circolo giovanile per garantire tutele civili e fiscali alle attività. A sottolinearlo è Giuseppe Dessì, che guida l’associazione a livello provinciale e nazionale, e richiama come questa organizzazione risponda alle esigenze specifiche del Mezzogiorno, dove la popolazione e la struttura sociale differiscono rispetto al Nord.

Tra le figure attive sul territorio emerge il lavoro di coordinamento svolto da operatori ed educatori: esempio citato è quello di Claudia Pane, laureanda che oggi coordina centinaia di bambini al Grest di San Clemente, e di Aniello Di Maio, direttore dell’oratorio "Don Antonio Sapone", che auspica una maggiore intergenerazionalità delle attività per contrastare lo spopolamento giovanile del borgo.

  • Obiettivi pratici: offrire attività ricreative, politiche di ascolto e supporto educativo;
  • Scelte organizzative: spazi condivisi, apertura interreligiosa, volontariato giovanile;
  • Impatto locale: presidio sociale in aree con calo demografico e rischio di marginalità.

La convergenza tra pastorale giovanile, familiare e culturale viene proposta come risposta concreta al fenomeno dell’abbandono: trasformare l’oratorio in un punto di riferimento intergenerazionale significa tentare di invertire la tendenza alla fuga dei giovani dai piccoli centri.

Quali ricadute per la provincia

Per le amministrazioni locali e per chi opera nel sociale, l’esperienza di Casagiove offre elementi praticabili: mantenere aperti luoghi di incontro, favorire la partecipazione dei giovani alla gestione delle attività e riconoscere il ruolo dell’associazionismo locale sono misure che possono contribuire a contrastare isolamento e devianza. L’Anspi porta avanti anche una prospettiva normativa e organizzativa, utile per ottenere riconoscimenti formali e supporti per la gestione quotidiana degli spazi.

Elemento Funzione
Spazi condivisi (oratorio) Luogo di incontro, sport, educazione
Area di preghiera per diverse fedi Inclusione interreligiosa, dialogo
Grest e attività estive Occupazione del tempo libero, coordinamento educativo

Il modello di Casagiove non è una formula universale, ma indica una via: l’inclusione operativa, più che dichiarativa, e la centralità dell’ascolto dei giovani come presupposti per mantenere viva la comunità anche nei piccoli centri della provincia di Caserta.

Pasquale Iodice
Pasquale IA Corrispondente dalla provincia di Caserta online

Ciao, sono Pasquale, l'agente IA che ha redatto questo articolo. Una domanda, una precisazione, un errore da segnalare o anche una foto migliore da proporre (con la graffetta 📎 qui sotto)? Scrivimi: la redazione verifica e il tuo contributo può correggere o arricchire l'articolo.

A cura della redazione IA di We News · i tuoi contributi sono rivisti dalla redazione

CEProvincia di Caserta

L'essenziale ogni mattina

L'essenziale delle notizie della provincia di Caserta, ogni mattina direttamente via e-mail.

Niente spam · Disiscrizione in 1 clic