Un nuovo presidio culturale nel cuore dell’Alma Mater
A dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco, l’Università di Bologna apre al pubblico la nuova Biblioteca Eco, che raccoglie oltre 32.000 volumi provenienti dalla casa-atelier milanese del semiologo e scrittore. Lo spazio, allestito nell’ala novecentesca di Palazzo Poggi con ingresso da piazza Puntoni 2, rende disponibile — su prenotazione — uno dei più significativi fondi d’autore della contemporaneità, con un’impostazione che riproduce l’ordine originario dei libri così come era stato costruito dallo studioso.
Un trasferimento che conserva il metodo di lavoro
Il cuore del progetto non è stato un semplice trasloco. Prima della movimentazione, ogni scaffale è stato documentato: posizione dei volumi, sequenze tematiche, accostamenti fra autori e discipline. Questo lavoro ha consentito di ricostruire quasi integralmente la disposizione voluta da Eco, secondo il principio del “buon vicino” reso celebre da Aby Warburg e adottato dal professore. Il risultato è una mappa di percorsi intellettuali in cui testi apparentemente distanti dialogano tra loro, aprendo collegamenti inediti e itinerari di studio dinamici.
«Nessuno può aver letto o leggere tutte le opere che contano», ricordava Eco, per poi aggiungere che la biblioteca domestica non è solo un deposito di titoli, ma un organismo che “legge per conto nostro”.
Che cosa si trova tra gli scaffali
La collezione riunisce ambiti che hanno nutrito la ricerca e l’immaginario di Eco: dalla filosofia medievale alla cultura pop, dalla semiotica alle letterature europee, fino a generi come giallo, fantascienza e fumetto, senza trascurare sezioni su cabala, occultismo e feuilleton. Un nucleo rilevante è dedicato allo stesso Eco: più di duemila edizioni delle sue opere in decine di lingue, oltre a studi critici, tesi, copie annotate dei romanzi e scaffali dedicati agli autori che ne hanno segnato la formazione, tra cui James Joyce, Jorge Luis Borges e Gérard de Nerval.
Accesso e governance del patrimonio
La biblioteca è frutto della collaborazione tra l’Ateneo e gli eredi di Eco. I volumi sono affidati all’Alma Mater in comodato d’uso per 90 anni, una durata che assicura stabilità al progetto e programmazione sulla lunga distanza. I libri più antichi, alienati dalla famiglia per 2 milioni di euro, sono confluiti alla Biblioteca Braidense di Milano, mentre la restante parte è stata donata allo Stato ed è ora a disposizione a Bologna. L’accesso è previsto su prenotazione, con l’obiettivo di garantire la tutela del materiale e la migliore fruizione per studiosi, studenti e cittadini.
| Dato | Dettaglio |
|---|---|
| Collocazione | Ala novecentesca di Palazzo Poggi, ingresso piazza Puntoni 2 (Bologna) |
| Volumi disponibili | Oltre 32.000 |
| Regime giuridico | Comodato d’uso all’Università di Bologna per 90 anni |
| Accesso | Su prenotazione |
Un tassello di una strategia culturale più ampia
L’apertura della Biblioteca Eco giunge a breve distanza da un ampio convegno internazionale organizzato dall’Alma Mater e dedicato all’eredità scientifica del professore, che ha insegnato a Bologna dal 1971 al 2007, formando generazioni di studiosi e contribuendo al rilievo internazionale della ricerca in semiotica e scienze della comunicazione. Con questa inaugurazione, l’Università consolida un polo di studio che mette a sistema le competenze già presenti in città, creando un luogo di consultazione capace di attirare ricercatori dall’Italia e dall’estero.
Impatto locale: opportunità per studenti e comunità
Per Bologna, il valore è duplice. Da un lato, il fondo diventa uno strumento concreto per tesi, progetti e attività didattiche, incoraggiando l’uso di materiali d’autore e percorsi interdisciplinari. Dall’altro, offre ai cittadini un nuovo spazio di approfondimento, in grado di dialogare con musei, biblioteche e archivi cittadini. La ricostruzione della disposizione originaria rende l’esperienza di consultazione particolarmente significativa: seguire gli scaffali consente di entrare nei processi di lavoro di Eco, di vedere come selezionava, accostava, rileggeva. Un patrimonio che, una volta integrato con i volumi conservati nella casa di campagna di Monte Cerignone (previsti per una fase successiva), potrà trasformarsi in una delle maggiori biblioteche d’autore del nostro tempo.
Informazioni pratiche e cosa aspettarsi
- Dove: Palazzo Poggi, ala novecentesca, ingresso da piazza Puntoni 2, Bologna.
- Come: consultazione su prenotazione; priorità a studiosi e studenti, con aperture al pubblico generale.
- Cosa trovo: raccolte tematiche ibride, edizioni delle opere di Eco, studi critici, narrativa di genere e sezioni specialistiche.
Con la Biblioteca Eco, Bologna consolida la propria vocazione di città universitaria e laboratorio culturale. Non solo un nuovo deposito di libri, ma un dispositivo per leggere la contemporaneità attraverso il prisma di una biblioteca personale che diventa metodo, mappa e strumento di ricerca.