Il collegio del Tar accoglie il ricorso: la struttura non è abusiva
Il TAR del Veneto ha dato ragione a una cittadina trevigiana nella controversia con il Comune di Treviso relativa a un gazebo realizzato nel giardino della sua abitazione. Secondo la pronuncia amministrativa, la struttura non costituisce un intervento abusivo e pertanto non dovrà essere smontata. Il tribunale ha inoltre condannato il Comune al pagamento delle spese legali.
La vicenda, che si trascinava da circa un anno, ha riguardato Silva Bigolin, la quale aveva costruito il gazebo per far fronte alle difficoltà connesse alla sua disabilità. Gli uffici comunali avevano ritenuto l'opera un abuso edilizio e avevano disposto la rimozione con l'irrogazione di sanzioni, misura che ha spinto la cittadina a ricorrere prima alla giustizia ordinaria e quindi al Tar.
Implicazioni per i cittadini e per l'amministrazione
- Per la persona interessata: il provvedimento conferma la possibilità di mantenere la struttura ritenuta necessaria per la vita quotidiana e per l'accessibilità.
- Per il Comune: la condanna al pagamento delle spese legali rappresenta una conseguenza economica diretta e solleva l'ente dall'aver sostenuto la posizione confutata dal Collegio.
- Per altri contenziosi: la decisione può assumere un valore ermeneutico nelle controversie future tra cittadini e amministrazioni in materia di presunti abusi edilizi legati a esigenze di natura sanitaria o di disabilità.
"Non si trattava di un intervento abusivo."
Il Tar, nella sua motivazione, ha ritenuto fondate le ragioni della ricorrente, valutando la necessità della struttura alla luce delle condizioni personali e delle normative applicabili. La sentenza è stata firmata dalla presidente del tribunale, da sola, dopo la scomparsa del giudice relatore del collegio, Marco Rinaldi, avvenuta il 7 luglio.
Reazioni e prospettive
Gli avvocati della donna, gli avvocati Pedoja e Capraro, hanno manifestato l'auspicio di un atteggiamento costruttivo da parte dell'amministrazione comunale nell'interesse dei cittadini. La stessa Silva Bigolin ha dichiarato di guardare alla vicenda pensando anche ad altre persone che convivono con condizioni di disabilità, sottolineando l'importanza di soluzioni concrete e rispettose delle esigenze individuali.
Il Comune di Treviso, secondo quanto riportato, potrebbe ancora valutare eventuali azioni successive per impugnare la pronuncia; al momento la sentenza del Tar rimane operativa e produce i suoi effetti, compresa la condanna alle spese legali a carico dell'amministrazione.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Ricorrente | Silva Bigolin |
| Controparte | Comune di Treviso |
| Organo giudicante | TAR del Veneto |
| Decisione | Il gazebo non è abusivo; condanna del Comune al pagamento delle spese legali |
| Data rilevante | Il giudice relatore Marco Rinaldi è deceduto il 7 luglio; sentenza firmata dalla presidente |
Per i residenti della città e della provincia la pronuncia rappresenta un precedente pratico: riapre il tema dell'interpretazione delle norme edilizie quando si intrecciano con esigenze di salute e accessibilità domestica. Da qui in avanti, l'attenzione dei cittadini sarà rivolta a eventuali sviluppi amministrativi o giudiziari e all'atteggiamento che il Comune adotterà nella gestione di casi analoghi.