Un lembo di natura al centro del confronto tra Torino e Settimo
Lungo i 5 chilometri che separano il centro di Torino dal confine con Settimo Torinese, l'asse di corso Romania e via Torino è ormai caratterizzato da una continuità di grandi insediamenti commerciali. Tra parcheggi, insegne e centri di vendita spicca però «un'unica area ancora sgombra dal cemento», un piccolo polmone verde che il Comune di Settimo chiede formalmente di preservare nel dibattito aperto dal nuovo Piano regolatore generale della Città metropolitana.
La mozione pubblica è partita dalla sindaca di Settimo, Elena Piastra, che ha depositato osservazioni alla proposta di Prg di Torino. La richiesta non riguarda solo il mantenimento del verde, ma la necessità di una concertazione tra amministrazioni per governare le trasformazioni lungo un asse che, di fatto, è percepito dai cittadini come uno spazio unico tra i due Comuni.
«È necessario un dialogo tra le due amministrazioni per rendere compatibili le trasformazioni commerciali, ma anche quelle produttive-tecnologiche»
La preoccupazione di Settimo nasce anche dal recente sviluppo e dalle incertezze che riguardano i grandi poli commerciali nell'area: il maxi progetto To Dream, nato nell'area dell'ex Michelin, l'Outlet Village, la Città Commerciale e Settimo Cielo hanno consolidato un corridoio di attività legate alla vendita al dettaglio che ora si trova sotto osservazione. Negli ultimi giorni To Dream ha annunciato la volontà di rivedere molte parti del progetto, sostenendo che l'offerta complessiva di vendita ha ormai superato la capacità di assorbimento della domanda.
Perché la questione interessa Torino
Seppure la richiesta formale di osservazioni sia stata protocollata da Settimo, la porzione di territorio coinvolta ricade nelle mappe di trasformazione urbana sulle quali Torino lavora con il suo nuovo Prg. L'amministrazione cittadina ha già individuato alcune «macroaree» per favorire la metamorfosi urbana; corso Romania è stata inserita tra queste ma con tempistiche e ragionamenti rivisti in corso d'opera, come spiegato dall'assessorato all'Urbanistica.
Per i residenti e per chi lavora nell'area le questioni aperte sono concrete: quale mix di funzioni sarà ammesso? Come si coordineranno traffico, parcheggi e servizi? Quale tutela per gli spazi naturali rimasti? E, più in generale, come si concilierà la pressione commerciale con l'esigenza di ricucire un tessuto urbano frammentato?
- Localizzazione: asse corso Romania–via Torino, tra Torino e Settimo;
- Aree coinvolte: poli commerciali To Dream, Outlet Village, Città Commerciale, Settimo Cielo;
- Richiesta: protezione dell'area naturale residua e dialogo intercomunale sulle trasformazioni.
Durante un incontro all'Urban Lab, organizzato per mettere attorno allo stesso tavolo amministratori e stakeholder dell'area (compresi rappresentanti di To Dream), si è discusso del futuro della cosiddetta Fru «Settimo asse», una delle macroaree su cui il nuovo Piano regolatore punta per favorire la trasformazione urbana. L'intervento della sindaca di Settimo ha rimarcato che, pur essendo due enti distinti, per i cittadini la linea amministrativa è poco percepibile e dunque è necessario pensare soluzioni coordinate.
| Centro | Presenza |
|---|---|
| To Dream | Maxi polo in area ex Michelin (progetto in revisione) |
| Outlet Village | Insediamento commerciale consolidato |
| Città Commerciale | Area di grandi insegne e servizi |
| Settimo Cielo | Componente del sistema commerciale dell'asse |
Dal punto di vista operativo, la richiesta di Settimo impone a Torino di valutare con attenzione le osservazioni tecniche e politiche, e di verificare se e come il Prg possa recepire vincoli o indirizzi che preservino la porzione di natura identificata. Si tratta di scelte che avranno conseguenze su viabilità, pressione commerciale e destinazioni d'uso per anni.
Per i cittadini della cintura metropolitana la posta in gioco è chiara: la tutela degli spazi verdi residui e la qualità dell'ambiente urbano nei luoghi di vita quotidiana. Sul tavolo restano inoltre questioni di ordine economico e sociale, legate all'equilibrio tra nuove aree di vendita e la sostenibilità del commercio esistente.
Nei prossimi mesi, con la fase delle osservazioni al Prg ancora aperta, sarà necessario seguire gli sviluppi formali e la calendarizzazione degli incontri tra amministrazioni. Un dialogo, come chiesto esplicitamente dalla sindaca di Settimo, che dovrà tradursi in atti tecnici e decisioni politiche per avere effetti concreti sul territorio.