La decisione della Direzione strategica della ASL Taranto di ridurre il budget destinato alle attività aggiuntive ha riacceso il dibattito sulla tenuta dei servizi sanitari nella provincia jonica. A sollevare la contrarietà politica è il consigliere provinciale dell'Udc, Emiliano Messina, che parla di una riduzione «non compatibile con il principio di riequilibrio» e ne contesta la definizione aziendale.
La denuncia e le preoccupazioni
Secondo Messina la sottrazione di risorse ammonta a 4 milioni di euro, cifra che — a suo avviso — non può essere banalizzata come semplice misura di riequilibrio economico e finanziario. Il consigliere richiama inoltre criticità pregresse della rete sanitaria locale, citando la chiusura di alcuni presidi e il ridimensionamento di altri servizi fondamentali.
"Ridurre di ben 4 milioni di euro le risorse destinate alle attività aggiuntive non può essere banalmente definito un riequilibrio: è, a tutti gli effetti, un taglio ai fondi indispensabili per garantire le cure ai cittadini della provincia di Taranto."
Nel suo intervento Messina elenca episodi che, secondo la sua lettura, hanno indebolito la risposta sanitaria sul territorio e avvertono sulle possibili conseguenze di ulteriori riduzioni di spesa.
Contesto e richieste
Il consigliere sollecita poi maggiore trasparenza rispetto al Piano operativo 2026-2029 predisposto dalla Regione Puglia per il rientro dal disavanzo sanitario, del quale sostiene di non conoscere i contenuti specifici o le misure previste per le strutture della provincia di Taranto. Per questo Messina chiede che la Regione apra «immediatamente un confronto con tutte le istituzioni e con tutte le forze politiche del territorio».
- Si richiede chiarezza sui criteri che hanno portato al taglio di 4 milioni.
- Si chiede trasparenza sul Piano operativo 2026-2029 e un confronto pubblico con i territori interessati.
- Preoccupazione per l'impatto sulle attività aggiuntive che contribuiscono all'erogazione di prestazioni sanitarie.
Impatto locale
Le risorse per le attività aggiuntive spesso finanziano prestazioni integrative, guardie aggiuntive, personale a progetto e attività ordinarie che sopperiscono a carenze strutturali. Una loro riduzione rischia di tradursi in tempi di attesa più lunghi, riduzione di prestazioni ambulatoriali e pressione su Pronto Soccorso e reparti già sottodimensionati.
| Evento | Struttura/Servizio citato |
|---|---|
| Chiusura | Mottola, Massafra |
| Ridimensionamento | Presidi Moscati e Grottaglie |
| Soppressione | Secondo Pronto Soccorso di Taranto |
Questi riferimenti, richiamati dall'esponente centrista, segnalano un progressivo ridisegno dell'offerta sanitaria che i cittadini della provincia hanno già subito negli anni recenti. Qualsiasi ulteriore contrazione delle risorse, avverte Messina, potrebbe aggravare una situazione già delicata.
Prossimi passi
La vicenda ora richiederà chiarimenti formali da parte della Direzione strategica della ASL e una risposta della Regione sul contenuto del Piano operativo 2026-2029. Sul tavolo rimane la richiesta di un confronto istituzionale e politico che consenta di conoscere le misure previste e di valutarne l'impatto sui servizi locali.
Per i cittadini della provincia, l'attenzione resta alta: si attende che gli enti coinvolti forniscano elementi concreti sui risparmi attesi, sulle voci di spesa interessate e sulle garanzie per le prestazioni essenziali.