Una nuova Supergirl per il DC Universe
Il 26 giugno 2026 debutta nei cinema Supergirl, tassello del nuovo DC Universe guidato da James Gunn e diretto da Craig Gillespie. A vestire i panni di Kara Zor-El è Milly Alcock, volto già noto per House of the Dragon. La pellicola si ispira alla miniserie a fumetti Supergirl: Woman of Tomorrow di Tom King e Bilquis Evely, e promette una protagonista più cinica e ferita rispetto al celebre cugino: una Kara cresciuta su un frammento di Krypton, segnata dalla perdita e temprata dall’isolamento.
Settant’anni di trasformazioni (a volte bizzarre)
Se c’è un personaggio capace di moltiplicarsi in varianti sorprendenti, è proprio Supergirl. Nella sua storia editoriale quasi settantennale, Kara ha attraversato metamorfosi che i fan ricordano con un misto di affetto e stupore: una versione in protoplasma creata in laboratorio da Lex Luthor; un periodo negli anni Settanta in cui, persi i poteri, diventò persino una cyborg con branchie meccaniche e stivali a razzo; fino a un’interpretazione in cui assunse l’aspetto di un angelo del fuoco. Il film sceglie tuttavia la versione classica e definitiva: la cugina kryptoniana di Superman, con abilità straordinarie e un corpo che nasconde più di un segreto.
La domanda che infiamma i fan
"Potrebbe essere più forte di Superman"
È l’interrogativo che da decenni percorre i forum e le pagine dei fumetti: tra Superman e Supergirl, chi è davvero più forte? La risposta, suggerita da diverse storyline cartacee, ribalta l’intuizione comune e porta i riflettori su un dettaglio biologico.
Il vantaggio della gravità: quando l’origine conta
Secondo alcune versioni, Kara ha trascorso l’adolescenza su Krypton, pianeta dalla gravità più intensa rispetto alla Terra. Questo significa che i suoi muscoli si sarebbero sviluppati contro una forza costante molto superiore a quella terrestre. Kal-El, al contrario, abbandonò Krypton da neonato; il suo corpo si è formato interamente sotto la gravità più leggera del nostro pianeta. Il risultato? Una differenza di densità muscolare che, a parità di esposizione al Sole giallo — la fonte che alimenta i poteri dei kryptoniani — darebbe a Kara una base fisica teoricamente più solida.
Insomma, mentre l’immaginario collettivo tende a identificare la “forza” con l’icona di Superman, l’analisi delle origini offre un ribaltamento intrigante: il training inconsapevole nella “palestra” di Krypton, dove la gravità lavora su ogni fibra, potrebbe aver consegnato a Supergirl un corpo più pronto ad amplificare gli effetti dell’irraggiamento solare terrestre.
Dal fumetto allo schermo: cosa resta e cosa cambia
La nuova incarnazione cinematografica mantiene il nucleo identitario del personaggio — cugina di Superman, kryptoniana sotto il nostro Sole — ma innesta un tono più disincantato, coerente con la Kara cresciuta “altrove” e costretta a misurarsi con la perdita. Questa scelta dialoga bene con la curiosità “scientifica” sui suoi poteri: non solo raggi oculari e volo, ma anche un apparato muscolare forgiato da condizioni estreme. Sullo schermo, il dettaglio si trasforma in racconto: ogni gesto e ogni impatto possono suggerire quel vantaggio di base che tanti lettori hanno discusso per anni.
Una curiosità che diventa chiave di lettura
La forza, qui, non è un vezzo da confronti da bar, ma un indice narrativo: dire che Kara “potrebbe” superare Kal-El non è un proclama, bensì una lente con cui guardare le scelte del personaggio. È il corpo — nel senso più fisico del termine — a raccontare la sua storia: allenato senza volerlo, segnato da una gravità che piega e affina. Da lì discendono postura, resistenza, capacità di incassare e rilanciare. Tutto torna al punto di partenza: origine e ambiente contano. E al cinema, contano anche nella percezione dello spettatore.
Fascino di Kara, tra mito e misura
Di Supergirl abbiamo visto versioni che sfidano la logica; oggi arriva in sala una Kara che riannoda i fili con la tradizione e li tira in una direzione contemporanea. Meno ingenua, più stratificata, con il carisma della sopravvissuta. Che poi, nella contesa eterna dei supermuscoli di famiglia, Kara Zor-El abbia davvero una marcia in più, resta questione aperta — e, diciamolo, parte del divertimento.
Credits essenziali
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Uscita | 26 giugno 2026 |
| Regia | Craig Gillespie |
| Universo | Nuovo DC Universe di James Gunn |
| Protagonista | Milly Alcock (Kara Zor-El) |
| Fonte fumetti | Supergirl: Woman of Tomorrow (Tom King, Bilquis Evely) |
In breve
- La gravità di Krypton potrebbe aver dato a Supergirl un vantaggio fisico su Superman, secondo diverse storyline.
- Il film sceglie la versione classica del personaggio, lasciandosi alle spalle varianti più estreme e bizzarre del passato.
- Una Kara più dura e segnata, cresciuta su un frammento del pianeta natale, approda sul grande schermo con un’identità ben definita.
Alla fine, il fascino di Supergirl sta tutto qui: prendere una domanda apparentemente da fan forum e trasformarla in chiave narrativa. Il resto è cinema — e, per una kryptoniana, anche fisica applicata.