Finale storica a Roma: il Strega sbarca in Campidoglio
Per la prima volta nella sua storia la cerimonia conclusiva del Premio Strega si svolge in Piazza del Campidoglio. L'appuntamento con la proclamazione dell'80ª edizione è fissato per la serata di mercoledì 8 luglio 2026. Un cambio di scenografia che sottolinea la centralità culturale del premio e punta i riflettori sulla Capitale in un'estate editoriale densa di attesa.
Il favorito e la sestina finalista
Alla vigilia, a guidare la rosa dei contendenti è lo scrittore Michele Mari con il volume I convitati di pietra, indicato come grande favorito dopo il successo ottenuto nello Strega Giovani. La dizione “in testa alla sestina” restituisce l'idea di un consenso consistente tra i votanti, ma la storica imprevedibilità del premio lascia sempre spazio a sorprese dell'ultimo minuto.
Geografie editoriali: la mappa delle case che vincono
Sul piano statistico, la competizione mostra la permanenza di consolidate gerarchie ma anche scosse recenti: Mondadori si mantiene al vertice dell'albo d'oro, mentre Einaudi e la nuova vivacità di Feltrinelli stanno riducendo le distanze. Non mancano, infine, le vittorie più inattese di piccoli editori, capaci di interrompere il duopolio dei grandi gruppi.
- Mondadori: 23 vittorie
- Einaudi: 16 vittorie
- Rizzoli: 11 vittorie
- Bompiani: 10 vittorie
- Feltrinelli: 5 vittorie
- Garzanti: 4 vittorie
| Casa editrice | Vittorie |
|---|---|
| Mondadori | 23 |
| Einaudi | 16 |
| Rizzoli | 11 |
| Bompiani | 10 |
| Feltrinelli | 5 |
| Garzanti | 4 |
Trend recenti e ritorni
Negli ultimi anni la mappa delle vittorie ha conosciuto variazioni significative: nel 2024 Einaudi ha conquistato un titolo che ha ridotto il divario dal vertice, mentre nel 2025 Feltrinelli ha segnato un ritorno importante dopo due decenni, aggiudicandosi il premio con un titolo che interrompeva un lungo digiuno. Questi risultati raccontano non solo la qualità delle singole opere, ma anche le strategie editoriali e la capacità delle case di intercettare i gusti della giuria e del pubblico.
Piccoli editori e sorprese: l'altro volto del premio
Il Premio Strega non è solo affare dei grandi gruppi: le vittorie impreviste di piccoli o medi editori restano momenti chiave che alimentano il mito del premio come spazio di scoperta. L'esempio del 2023, con una vittoria postuma che ha attirato l'attenzione sulla capacità del premio di dar voce anche a realtà meno strutturate, rimane nella memoria collettiva.
La serata dell'8 luglio avrà dunque un duplice valore: quello della celebrazione formale e quello del segnale sulle traiettorie della produzione letteraria italiana. L'ambientazione in Campidoglio, insieme al consenso che pare accompagnare Michele Mari, consegna al pubblico una cornice di attesa che tiene insieme istituzione, spettacolo e passione per la letteratura.
Resta l'interrogativo più ghiotto per i lettori: chi berrà il simbolico bicchiere del liquore che dà il nome al premio? La risposta arriverà domani sera, ma quel che già si può annotare è che il Premio Strega continua a essere un termometro efficacissimo del mercato editoriale e del clima culturale del Paese.
Fine