Un festival che interroga il presente
Si è aperta mercoledì 8 luglio a Nibbiano la quinta edizione del Fol in fest, manifestazione dedicata alla montagna piacentina che quest'anno propone un cartellone itinerante e una riflessione intellettuale capace di oltrepassare i confini locali. A inaugurare la rassegna è stato Stefano Zecchi, filosofo, scrittore e già ordinario di estetica all'Università degli Studi di Milano, la cui presenza ha dato subito al festival una dimensione pubblica e nazionale.
Il cuore dell'intervento: umanesimo e civiltà tecnologica
Nel suo intervento introdotto dal ricercatore Giacomo Checchin, Zecchi ha posto l'accento su quella che ha definito «la vera sfida oggi»: la necessità di saper coniugare la grande cultura umanistica di cui l'Europa è erede con la nuova realtà tecnico-scientifica che avanza. Il richiamo è chiaro e non retorico: mantenere vivo il patrimonio di senso che proviene dalle discipline umanistiche è indispensabile per capire e valorizzare il territorio, la sua bellezza e la sua storia, senza rinunciare ai progressi della tecnologia.
«La vera sfida oggi? Saper tenere insieme la grande cultura umanistica di cui siamo eredi, con la nuova civiltà tecnocratica che sta venendo avanti»
Questa riflessione ha avuto eco immediata nel contesto del festival, che nasce per valorizzare il paesaggio appenninico e le comunità che lo abitano. L'accento sulla memoria culturale è stato accompagnato dall'invito implicito a fare della tecnologia uno strumento al servizio della bellezza e dell'identità locale, non una forza che ne eroda i significati.
Un cartellone itinerante e relatori di approfondimento
La giornata di apertura in piazza Martiri a Nibbiano ha dato il via a una serie di appuntamenti che porteranno il festival nei paesi della montagna piacentina. Il format itinerante favorisce il dialogo diretto con le comunità e la possibilità di mettere in relazione esperienze culturali, artistiche e di ricerca. La presenza di figure accademiche come Zecchi e di interlocutori legati al territorio sottolinea la volontà degli organizzatori di intrecciare pubblica riflessione e partecipazione locale.
- Filo conduttore: rapporto tra umanesimo e tecnologia;
- Luogo: Nibbiano, piazza Martiri;
- Inaugurazione: mercoledì 8 luglio con Stefano Zecchi.
Il Fol in fest conferma così il suo ruolo non soltanto come vetrina culturale della montagna piacentina, ma anche come luogo di confronto su temi che interessano l'intero sistema culturale italiano: dalla tutela del patrimonio paesaggistico alla funzione critica delle discipline umanistiche in un tempo segnato dall'innovazione tecnologica.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Edizione | Quinta |
| Data apertura | 8 luglio |
| Luogo | Nibbiano, piazza Martiri |
Il discorso lanciato durante l'inaugurazione invita a proseguire il dibattito nel corso del festival e oltre: conservare la tradizione culturale non come passatismo, ma come risorsa viva che dialoga con la tecnologia. Una sfida che interessa scuole, istituzioni e operatori culturali, e che il Fol in fest propone ora anche al pubblico nazionale.