La fotografia della spesa sociale
Secondo l'analisi diffusa dalla Cgil il 29 luglio, elaborata dall'Area Stato Sociale e Diritti su dati Istat, la spesa comunale per servizi sociali presenta divari territoriali marcati. Nel complesso i Comuni italiani hanno destinato alla spesa sociale una somma che, al netto delle compartecipazioni, porta la media nazionale a 150 euro pro capite. Ma la situazione varia molto tra regioni e province.
Campania e Caserta nella parte bassa della classifica
La Campania si colloca stabilmente nella parte più bassa della graduatoria: la spesa media regionale è pari a 78 euro per abitante, ben al di sotto della media nazionale e delle province del Centro‑Nord, dove la media sale a 207 euro. Nello stesso rapporto emergono punte estreme come la Provincia autonoma di Bolzano, con 607 euro pro capite, e la provincia di Vibo Valentia con appena 18 euro.
La provincia di Caserta rientra nella fascia più bassa della spesa sociale pro capite e viene indicata tra le aree con criticità strutturali: secondo la Cgil il territorio figura tra le province con i livelli più critici (posizione indicata come la 105esima nella classifica nazionale).
Chi sono i principali destinatari della spesa
Dal rapporto emerge che i servizi sociali raggiungono circa 8,9 milioni di persone: tra i principali beneficiari si contano
- famiglie e minori;
- persone con disabilità;
- anziani;
- persone in condizioni di povertà e migranti.
«I bilanci comunali raccontano un’altra storia rispetto al principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione», ha commentato la segretaria confederale Daniela Barbaresi.
Cause e conseguenze a livello locale
La Cgil sottolinea come il modello attuale, fortemente dipendente dalle risorse proprie dei Comuni, amplifichi le diseguaglianze tra territori. Per la provincia di Caserta questo si traduce in servizi meno estesi o con qualità inferiore rispetto ad altre province, con conseguenze dirette per chi necessita di assistenza socio‑educativa o di interventi a sostegno della povertà.
Cosa significa per i cittadini e per le amministrazioni
Per gli abitanti della provincia il quadro descritto implica:
- maggiore difficoltà di accesso a servizi domiciliari e territoriali;
- possibili tempi di attesa più lunghi per interventi rivolti a minori e disabili;
- un peso maggiore sul bilancio familiare per servizi che altrove sono più sostenuti dai Comuni.
Per le amministrazioni locali la sfida è duplice: reperire risorse aggiuntive e ripensare l'organizzazione dei servizi per migliorarne l'efficacia. Il rapporto della Cgil alimenta il dibattito pubblico sul tema e può orientare scelte politiche e priorità di spesa in vista dei prossimi bilanci comunali.
| Voce | Spesa pro capite (euro) |
|---|---|
| Media nazionale | 150 |
| Campania (media regionale) | 78 |
| Nord (media) | 207 |
| Provincia autonoma di Bolzano | 607 |
| Vibo Valentia | 18 |
Il monitoraggio sottolinea l'urgenza di interventi che possano garantire uniformità di accesso e qualità dei servizi sociali sul territorio. Senza interventi di sistema, la disparità tra province rischia di consolidarsi, con ricadute significative sulle fasce più deboli della popolazione casertana.