Approvato il PEF 2026-2029 per il bacino di Parma
Il piano economico-finanziario per la gestione dei rifiuti nel bacino di Parma è stato approvato dal Consiglio locale di ATERSIR. I documenti sul periodo 2026-2029 delineano un quadro che, secondo l'ente, coniuga performance ambientali e sostenibilità dei costi: la raccolta differenziata provinciale è stimata oltre la soglia dell'80%, mentre gli aumenti tariffari per il biennio 2026-2027 risultano contenuti, attestandosi a poco più del 3,5%.
Il parere di ATERSIR riguarda in particolare i costi del servizio sui quali i Comuni dovranno poi basare l'approvazione della TARI o della tariffa puntuale.
Perché l'aumento è limitato
Il documento indica più elementi che hanno permesso di mitigare la pressione dei rincari:
- il contratto siglato con Iren Ambiente Parma nel 2023, che ha contribuito a contenere l'impatto dell'inflazione;
- la riduzione stimata di circa 1 milione di euro sugli effetti inflazionistici grazie alle condizioni di gara;
- una riduzione di spesa di circa 500.000 euro per il trattamento delle frazioni differenziate;
- ricavi per la vendita delle frazioni differenziate pari a circa 11 milioni di euro, con un beneficio medio riportato di 24,5 euro per abitante.
"Raccolta differenziata oltre l’80%"
Questi elementi, segnala il PEF, non bastano a ridurre la bolletta complessiva, ma limitano l'entità dell'incremento. La principale voce che spinge verso l'alto i costi rimane l'aumento delle quantità di rifiuti avviati a trattamento e smaltimento: i conguagli amministrativi mostrano oltre 11 milioni di euro di maggiori costi per trattamento e smaltimento.
Impatto per i cittadini della provincia
Per le famiglie e le imprese del territorio la notizia principale è duplice: da un lato la prospettiva di una raccolta differenziata consolidata e superiore all'obiettivo regionale indica una gestione più efficiente delle frazioni riciclabili; dall'altro l'aumento tariffario, pur contenuto rispetto ai massimali consentiti da ARERA (fino all'8,8%), si tradurrà comunque in un incremento della TARI o nella definizione di tariffe corrispettive puntuali per il prossimo biennio.
In sede comunale sarà dunque determinante l'adozione delle delibere che fisseranno la tariffa finale: i singoli Consigli dovranno valutare se utilizzare sgravi, scaglioni o criteri puntuali che possano alleggerire l'impatto su nucleo familiare e attività economiche.
Numeri chiave del PEF (estratto)
| Voce | Dato |
|---|---|
| Raccolta differenziata prevista | Oltre l'80% |
| Aumento tariffario previsto (biennio 2026-2027) | Poco più del 3,5% |
| Riduzione effetto inflazione stimata | ~1.000.000 € |
| Risparmio trattamento frazioni | ~500.000 € |
| Ricavi da vendita frazioni differenziate | ~11.000.000 € |
| Beneficio medio per abitante | 24,5 € |
| Maggiori costi per trattamento e smaltimento | Oltre 11.000.000 € |
Cosa attendersi ora
I Comuni del bacino dovranno recepire il parere e definire le tariffe. Per i cittadini questo significa che le bollette rifiuti 2026-2027 saranno comunicate dagli enti locali in autunno, con l'indicazione dei criteri adottati (calcolo per utenze domestiche e non domestiche, eventuali riduzioni o misure compensative). Chi desidera approfondire le singole voci economiche del PEF può consultare gli atti pubblicati da ATERSIR o rivolgersi agli uffici comunali competenti.
Nel medio termine, il mantenimento di livelli elevati di raccolta differenziata e l'effettiva valorizzazione delle frazioni riciclabili restano fattori chiave per contenere i costi e ridurre l'impatto ambientale sul territorio parmense.