Bilancio estivo: Lecce al primo posto per superficie distrutta dal fuoco
Tra il 1° giugno e il 17 luglio 2026 in Puglia sono andati in fumo complessivamente 1.041 ettari, secondo i dati del sistema europeo EFFIS-Copernicus ripresi da Coldiretti Puglia. La provincia di Lecce si conferma la più colpita con 399 ettari interessati dalle fiamme.
L’episodio più recente e clamoroso è stato l’incendio del 24 luglio che ha lambito aree tra Padula Bianca e Rivabella, nel territorio di Gallipoli, dove il fronte di fuoco ha raggiunto zone di macchia mediterranea e si è avvicinato a insediamenti turistici e residenziali, rendendo necessarie evacuazioni di abitazioni, residence e stabilimenti balneari.
Cause e fattori aggravanti
Gli esperti e le associazioni collegano l’aumento degli incendi a una combinazione di elementi: condizioni meteorologiche con vento forte e temperature elevate, siccità estesa e pratiche di gestione del territorio ritenute inadeguate. Coldiretti e Legambiente segnalano inoltre il ruolo dell’abbandono agricolo, della presenza di sterpaglie e rifiuti e dei terreni colpiti da fitopatie come la Xylella.
"Di fronte a questi numeri non possiamo continuare a parlare di eventi imprevedibili o di emergenze eccezionali"
La citazione, proveniente da una rappresentante di Legambiente Puglia, evidenzia come le associazioni richiedano misure strutturali oltre all'ordinario intervento di spegnimento.
Impatto sul territorio e imprese locali
- Ambiente naturale: distruzione di macchia mediterranea e habitat costieri;
- Turismo: evacuazioni e interruzioni di attività balneari in piena stagione;
- Agricoltura: possibili danni a coltivazioni e infrastrutture rurali;
- Sicurezza: aumento delle operazioni di soccorso e impiego di mezzi aerei e terrestri.
Le operazioni di spegnimento richiedono l’impiego congiunto di Vigili del Fuoco, Protezione Civile, forze dell’ordine e mezzi aerei. Tuttavia, come osservato dalle organizzazioni del territorio, intervenire quando il fronte è già esteso significa spesso limitare i danni piuttosto che evitarli.
Dati per provincia (1 giugno - 17 luglio 2026)
| Provincia | Ettari bruciati |
|---|---|
| Lecce | 399 |
| BAT | 238 |
| Taranto | 212 |
| Foggia | 179 |
| Brindisi | 13 |
Il dato è parziale e non include gli incendi verificatisi negli ultimi giorni successivi al 17 luglio, quindi il quadro potrebbe aggravarsi. Il confronto con il 2025 mostra già un trend preoccupante: nella sola provincia di Lecce, in quel periodo, si erano registrati numeri elevati di interventi e ettari distrutti.
Quali misure servono sul territorio
Le richieste dal territorio sono orientate su due direttrici principali: potenziare la prevenzione – con pulizia dei margini stradali, gestione delle sterpaglie e vigilanza sui terreni abbandonati – e migliorare la programmazione antincendio, includendo campagne di informazione rivolte ai cittadini e incentivi per la cura dei fondi privati. Inoltre si sottolinea la necessità di coordinamento tra enti locali, forze dello Stato e strutture di soccorso per una risposta più rapida ed efficace.
Per i residenti e i turisti della provincia, rimane fondamentale rispettare le ordinanze locali, segnalare focolai al 115 o alle forze di polizia e seguire le indicazioni delle autorità in caso di evacuazione. Nei prossimi giorni le amministrazioni comunali interessate, tra cui quella di Gallipoli, potrebbero aggiornare le misure di protezione civile in vista di possibili nuove ondate di caldo e vento.