Una sessantina di cittadini, insieme ad amministratori locali e attivisti, si è radunata nella tarda serata davanti all'ospedale San Camillo di Sorgono per un presidio straordinario organizzato dal Comitato Sos della Barbagia-Mandrolisai. La mobilitazione è nata per denunciare le persistenti criticità del pronto soccorso, rimasto parzialmente privo di personale dopo la conclusione dei contratti dei medici "gettonisti".
La protesta e le richieste
Il presidio, iniziato nel tardo pomeriggio e proseguito fino a notte, ha visto interventi di abitanti e rappresentanti dei paesi del territorio che chiedono risposte concrete alla Asl 3 e all'agenzia regionale Ares. Al centro delle preoccupazioni c'è la tenuta del servizio di emergenza-urgenza: al momento, secondo il Comitato, sono operativi soltanto tre medici per garantire la copertura del pronto soccorso.
"Abbiamo scelto di incontrarci in un presidio notturno, anche perché su questa vertenza non ci dormiamo la notte"
Dal Comitato è stato anche sottolineato il problema dell'assenza di una programmazione stabile: l'attività del reparto viene descritta come soggetta a continui aggiustamenti quotidiani, con aperture non sempre prevedibili.
Criticità segnalate
- Fine dei contratti dei medici gettonisti e insufficiente ricambio
- Presenza di soli tre medici a coprire il pronto soccorso
- Servizio territoriale, guardie mediche e pediatri segnalati come carenti
- Assenza di una programmazione stabile e rischio di interruzioni in caso di ferie o assenze
Il Comitato Sos ha inoltre richiamato l'attenzione sulla formula degli incarichi temporanei che, pur tamponando l'emergenza, offre un servizio ridotto: gli specialisti in questa modalità svolgerebbero attività con orari limitati, indicativamente dalle 9 alle 13, e non garantirebbero una presenza quotidiana completa nell'arco della settimana.
Impatto sulla popolazione
L'ospedale San Camillo è punto di riferimento per numerosi centri dell'entroterra. Secondo quanto riferito dagli organizzatori del sit-in, sono quattordici i paesi dell'area Barbagia-Mandrolisai e del Barigadu che fanno capo alla struttura. Per i residenti, in particolare per le fasce più fragili, la carenza di personale comporta ritardi nelle cure e il rischio di dover percorrere distanze maggiori per ricevere assistenza urgente.
Nel corso del presidio non sono mancati richiami alla politica regionale: dagli attivisti si è registrata anche la richiesta di chiarimenti in merito a soluzioni sul personale proveniente da altri canali e a interventi che possano stabilizzare la copertura medica nel lungo periodo.
Cosa chiedono i promotori
Le richieste avanzate dal Comitato Sos e dai partecipanti al presidio includono, in sintesi:
- Impegno immediato da parte di Asl 3 e Ares per reperire medici disponibili a coprire i turni
- Pianificazione stabile dei servizi ospedalieri e delle guardie mediche
- Tutele per i pazienti dei paesi dell'area che fanno riferimento al San Camillo
Da parte della Direzione sanitaria è stato indicato l'impegno a individuare specialisti per i turni, ma sul territorio resta la preoccupazione per l'attuale limitata dotazione organica.
La protesta di Sorgono mette in evidenza una tensione più ampia: il contrasto tra esigenze di presidio sanitario in aree interne e la difficoltà a garantire continuità professionale con figure specialistiche. Per le comunità interessate, la soluzione non è solo una questione organizzativa, ma ha effetti immediati sulla sicurezza e sull'accesso alle cure.
| Elemento | Dato riportato |
|---|---|
| Medici attualmente in servizio al pronto soccorso | 3 |
| Paesi di riferimento | 14 |
| Orario tipico dei medici a incarico temporaneo | 9–13 |
La mobilitazione proseguirà con iniziative pubbliche e contatti con le istituzioni locali fino ad ottenere risposte puntuali sull'organizzazione del servizio. Restano aperti i nodi sulla stabilizzazione dei ruoli e su piani che garantiscano la presenza medica anche nelle ore serali e notturne.
Implicazioni pratiche per i cittadini: chi vive nei paesi dell'area di riferimento deve verificare in anticipo la disponibilità del pronto soccorso e, in caso di emergenza, considerare i percorsi alternativi consigliati dalle autorità sanitarie. Le amministrazioni locali sollecitano comunicazioni chiare da Asl 3 su orari e turni per evitare disagi ai pazienti.