Contagi in aumento e richiesta di coordinamento
Il quadro della peste suina africana in Toscana preoccupa anche la provincia di Lucca. Coldiretti segnala una crescita costante delle positività tra i selvatici e sollecita la Regione Toscana a istituire un tavolo regionale permanente per la gestione delle emergenze epizootiche. La richiesta giunge all’indomani della conferma del primo caso in suini domestici in un allevamento commerciale di Comano, in Lunigiana, evento che alimenta il timore del salto di contagio dai cinghiali agli allevamenti.
I numeri nel territorio e le aree soggette a restrizioni
Secondo i dati diffusi dall’organizzazione agricola, nel territorio lucchese sono stati riscontrati 397 casi tra i cinghiali, mentre in provincia di Massa Carrara se ne contano 319. L’estensione delle zone di restrizione è già significativa: risultano inclusi tutti i Comuni di Massa Carrara e 25 Comuni tra Lucca e Versilia. In tali aree si applicano misure rafforzate per limitare il rischio di diffusione del virus, con ripercussioni sulla quotidiana fruizione dei boschi da parte di residenti e visitatori.
| Provincia | Casi nei cinghiali |
|---|---|
| Lucca | 397 |
| Massa Carrara | 319 |
Impatto su allevamenti e filiera
La PSA non è una malattia trasmissibile all’uomo, ma le conseguenze economiche sono severe. Coldiretti stima circa 4.000 allevamenti a rischio in Toscana e una filiera suinicola del valore complessivo di circa 100 milioni di euro. Le misure di biosicurezza restano indispensabili per proteggere gli allevamenti, ma comportano oneri crescenti e una gestione più complessa del lavoro quotidiano, con riflessi sociali e organizzativi anche nelle aziende familiari del Lucchese.
L’appello: una cabina di regia su più livelli
Per il direttore di Coldiretti Lucca e Massa Carrara, Francesco Cianciulli, la fase attuale richiede un coordinamento strutturato tra tutti i soggetti coinvolti. L’associazione agricola propone una regia integrata su quattro livelli:
- Nazionale: per uniformare linee guida, risorse e norme.
- Regionale: per adattare gli interventi al contesto toscano e definire il tavolo permanente.
- Provinciale: per raccordare i servizi veterinari, il mondo agricolo e le amministrazioni locali.
- Comunale: per attuare sul territorio le misure operative e informare cittadini e imprese.
L’obiettivo è concentrare attività, risorse e personale in un’unica cabina decisionale capace di rispondere rapidamente ai nuovi focolai, sostenendo nel contempo gli allevatori nella gestione delle procedure di prevenzione.
Misure, informazioni e impatti sul territorio
Le misure di sicurezza incidono anche sulle abitudini dei frequentatori abituali dei boschi e delle aree collinari, con limitazioni e cautele che variano in base alle ordinanze in vigore. Coldiretti ricorda che la peste suina non ha effetti sull’uomo, ma chiede strumenti aggiuntivi per rendere sostenibili gli obblighi di biosicurezza negli allevamenti, riducendo i costi a carico delle imprese e mitigando il rischio di stop produttivi.
Nel contesto lucchese, l’aumento delle positività tra i cinghiali alimenta la preoccupazione per un possibile impatto a catena su macelli, trasformazione e commercializzazione. La tenuta della filiera locale dipende dalla capacità di contenere i contagi e di supportare gli operatori con risorse mirate e indicazioni tecniche chiare. La richiesta di un tavolo stabile va letta proprio in questa direzione: coordinare, prevenire e assistere il settore, evitando frammentazioni operative.
Cosa sapere adesso
- La PSA non si trasmette all’uomo, ma colpisce suini domestici e cinghiali.
- Nel Lucchese sono registrati 397 casi tra i selvatici; in Lunigiana confermato il primo caso nei domestici a Comano.
- Le zone di restrizione includono tutti i Comuni di Massa Carrara e 25 tra Lucca e la Versilia.
- Per chi vive o lavora nelle aree interessate: attenersi alle ordinanze comunali e regionali e alle indicazioni veterinarie.
Nei prossimi giorni si attendono sviluppi sul fronte istituzionale, con la verifica della proposta di Coldiretti di un coordinamento permanente. Per la provincia di Lucca, il tema resta prioritario: proteggere gli allevamenti, garantire la tenuta della filiera e salvaguardare l’economia rurale locale.