Un anno di contrazione: la fotografia della CGIA
I dati elaborati dall'Ufficio studi della CGIA di Mestre disegnano per la provincia di Lucca una battuta d'arresto pesante per il settore artigiano. Tra il 2024 e il 2025 il numero di imprese artigiane locali è sceso da 12.760 a 11.850, una perdita di 910 attività pari al ‑7,1% in dodici mesi.
"Impara l’arte e mettila da parte"
La scomparsa o la cessazione di botteghe storiche ha effetti visibili sul centro urbano e sulle comunità: oltre al valore economico, si perde un patrimonio di competenze tramandate che spesso reggono filiere locali e microeconomie familiari.
Confronto territoriale e nazionale
La contrazione registrata a Lucca è più accentuata rispetto al calo nazionale: in Italia gli artigiani sono diminuiti da 1.367.545 a 1.297.710, una riduzione complessiva pari al ‑5,1%. A livello provinciale Lucca figura tra le più penalizzate: solo Pesaro‑Urbino, Mantova, Bologna e Belluno hanno registrato percentuali peggiori nel medesimo periodo.
| Area | 2024 | 2025 | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Provincia di Lucca | 12.760 | 11.850 | -7,1% |
| Italia | 1.367.545 | 1.297.710 | -5,1% |
Trend pluriennale: un declino iniziato prima
Il dato annuale si inserisce in una tendenza più lunga. Un precedente rapporto citato nello studio segnala che tra il 2012 e il 2023 le imprese artigiane nella provincia erano già calate da 19.447 a 13.463. Questo indica che la perdita del 2024‑2025 si somma a un processo di erosione durato anni, con conseguenze strutturali sul mercato del lavoro locale e sulla capacità di mantenere mestieri specializzati.
Impatto pratico per il territorio
- Centri storici e botteghe: la chiusura di attività artigiane altera l'offerta commerciale e può favorire l'ingresso di catene o attività non radicate nel territorio.
- Occupazione e competenze: la diminuzione delle imprese comporta la perdita di posti di lavoro e il rischio di dispersione di saperi tradizionali.
- Filiera turistica e culturale: molte botteghe contribuiscono all'attrattività turistica; la loro riduzione può intaccare l'offerta esperienziale della città.
Per gli amministratori e gli attori economici locali la sfida è duplice: contenere la perdita di imprese e progettare misure che favoriscano la trasmissione dei mestieri e la nascita di nuove attività. Strumenti possibili già adottati in altri contesti includono incentivi per il ricambio generazionale, sostegni per la digitalizzazione delle botteghe e politiche urbane che riducano i costi di esercizio nelle aree centrali.
La fotografia della CGIA segnala dunque un campanello d'allarme per la provincia: la diminuzione di artigiani non è solo un numero, ma un fenomeno che tocca l'identità economica e culturale del territorio.