Un intervento urgente dopo casi mortali
La Camera ha approvato all'unanimità un emendamento al decreto Sport che impone sistemi di sicurezza contro il rischio di risucchio dei capelli nei bocchettoni delle piscine pubbliche e private aperte al pubblico. La misura prevede, inoltre, la chiusura immediata dell'impianto in caso di inadempienza e uno stanziamento di 4.725.000 euro destinato all'adeguamento degli impianti pubblici.
L'iniziativa arriva dopo una serie di incidenti che hanno avuto esiti tragici, in particolare tra i più giovani, e che hanno spinto decisori politici e istituzionali a intervenire rapidamente. Nella dichiarazione congiunta dei relatori e della maggioranza si sottolinea la necessità di regole chiare e applicabili in tempi rapidi per evitare che casi simili si ripetano.
La spinta politica e il contesto
Il provvedimento è stato illustrato dai rappresentanti della Commissione cultura e sport e dai relatori, che hanno richiamato dati dell'Istituto Superiore di Sanità relativi ai decessi in piscina tra il 2024 e il 2025. Nel comunicato si cita anche il caso recente di una bambina di 11 anni a Sestri Levante che ha rinnovato l'urgenza del provvedimento. Con parole nette si è richiamata la necessità di una legge nazionale di più ampia portata: uno sviluppo che il ministro competente sta già seguendo con un ddl annunciato per l'autunno.
“La morte di Alice, la bambina di 11 anni risucchiata dal bocchettone di una piscina a Sestri Levante la settimana scorsa, è solo l’ultimo grave caso di cronaca che pone l’accento sulla necessità, non più rinviabile, di mettere in sicurezza in Italia le piscine pubbliche e private, senza se e senza ma.”
Il consenso trasversale in aula ha reso possibile una soluzione rapida: l'emendamento è passato all'unanimità, con ringraziamenti pubblici rivolti anche alle forze politiche che hanno supportato l'intervento. Si tratta di una misura d'urgenza che affianca il lavoro legislativo più organico annunciato dal governo per i prossimi mesi.
Impatto pratico e tempistiche
Il testo approvato introduce obblighi tecnici che dovranno essere recepiti e attuati da gestori e proprietari degli impianti. In caso di mancato adeguamento scatterà la chiusura immediata dell'impianto: una sanzione amministrativa e funzionale pensata per spingere verso interventi tempestivi.
- Destinatari: piscine pubbliche e private aperte al pubblico
- Misura chiave: installazione di sistemi antirisucchio sui bocchettoni
- Sanzione prevista: chiusura immediata in caso di inadempienza
Dati e numeri sul fenomeno
Secondo la dichiarazione dei relatori, i dati raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità evidenziano come, tra il 2024 e il 2025, siano stati registrati casi mortali significativi, con una quota rilevante di vittime sotto i 14 anni. Queste cifre hanno alimentato la mobilitazione politica e l'urgenza di norme specifiche.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Fondi stanziati | 4.725.000 euro |
| Periodo di riferimento | 2024-2025 |
| Decessi segnalati | 37 (dati ISS citati nella dichiarazione) |
Il passaggio in Aula segna un punto di svolta sulla sicurezza negli impianti natatori italiani: resta ora da vedere l'attuazione pratica delle nuove regole, i controlli delle autorità competenti e l'impatto della somma stanziata sugli adeguamenti necessari. Il percorso legislativo proseguirà con il ddl del ministro, annunciato per l'autunno, che potrebbe definire misure più ampie e sistemiche.
Per le famiglie e per i gestori delle strutture balneari e sportive si apre una fase di verifica e intervento: dalle scelte tecniche sui dispositivi antirisucchio alla pianificazione degli investimenti per mettersi in regola e riassicurare l'uso pubblico degli impianti.