Le perplessità dei sindacati sul piano nazionale e il quadro locale
I rappresentanti degli inquilini di Cgil, Cisl e Uil hanno espresso a Novara un netto dissenso sul nuovo Piano Casa varato dal Governo, giudicandolo insufficiente rispetto alle esigenze reali e pericoloso per la possibile privatizzazione di quote di edilizia residenziale pubblica. La presa di posizione è stata illustrata in una conferenza stampa nella sede provinciale della Cgil da Giovanni Baratta (Sicet Cisl), Domenica Macrì (Sunia Cgil) e Roberto Fimiano (Uniat Uil).
Secondo i sindacati il nodo centrale è rappresentato dai numeri: lo Stato ha stanziato 970 milioni di euro su cinque anni, una cifra che si tradurrebbe in circa 194 milioni disponibili nel 2026. Su questi presupposti gli enti del territorio e i sindacati ritengono che l'intervento sia largamente inadeguato rispetto ai bisogni.
«Il Piano è stato presentato come la panacea di tutti i mali, pur essendo stato preso senza alcun dialogo con le parti sociali»
Dati e ricadute per il Piemonte Orientale e Novara
I calcoli citati in conferenza ricordano che per rimettere in sesto un alloggio di edilizia residenziale pubblica (Erp) servono mediamente tra 20 e 25 mila euro. Con le risorse annue disponibili, osservano i sindacati, si potrebbero recuperare al massimo 7.700 alloggi in tutta Italia, molto lontano dai 60 mila annunciati dal Governo e dalla stima di spesa necessaria, indicata in almeno 1,5 miliardi.
La fotografia locale fornita da Atc Piemonte Nord è significativa: nel quadrante del Piemonte Orientale risultano censiti 925 appartamenti da ristrutturare, di cui 342 nella sola provincia di Novara, 372 nel Vercellese, 200 nel Verbano-Cusio-Ossola e 11 nel Biellese. Per i sindacati queste cifre rendono evidente la sproporzione tra risorse stanziate e bisogni sul territorio.
| Area | Alloggi da ristrutturare |
|---|---|
| Provincia di Novara | 342 |
| Vercellese | 372 |
| Verbano-Cusio-Ossola | 200 |
| Biellese | 11 |
| Totale Piemonte Orientale (Atc) | 925 |
Critiche politiche e possibili conseguenze sul territorio
In città il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, pur riconoscendo i limiti del provvedimento, ha invitato a considerarlo «un primo passo», posizione che contrasta con l'analisi delle organizzazioni sindacali. Cgil, Cisl e Uil denunciano l'assenza di un confronto preventivo con le parti sociali e richiamano l'attenzione sul rischio che, in assenza di risorse adeguate, il ricorso a strumenti di valorizzazione o cessione possa favorire modelli di gestione privata degli alloggi Erp.
- Impatto immediato: i fondi disponibili sembrano coprire una quota minima degli interventi di manutenzione necessari sul territorio.
- Rischio sociale: ritardi o insufficienza degli interventi possono aggravare la situazione abitativa delle famiglie in lista d'attesa o residenti in alloggi da ristrutturare.
- Scenario gestionale: la scarsità di risorse potrebbe portare a soluzioni che prevedano partnership o cessioni a soggetti privati, con possibili effetti su affitti e destinazione d'uso.
Prossimi passi
I sindacati hanno annunciato la loro contrarietà e hanno sollecitato un confronto maggiore con gli enti locali e con il Governo, chiedendo interventi che tengano conto delle reali necessità del territorio e di quelle delle famiglie in graduatoria per l'accesso alle case popolari. Per i residenti della provincia di Novara la questione rimane aperta e sarà cruciale seguire l'evolversi delle misure attuative e la destinazione effettiva delle risorse stanziate.