Indagine coordinata da Brindisi coinvolge anche persone residenti nella provincia di Lecce
La Procura della Repubblica di Brindisi, con il contributo investigativo della Guardia di Finanza, ha definito una complessa attività istruttoria che ha portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 145 persone, residenti in diversi comuni delle province di Brindisi e Lecce.
Secondo l’ipotesi accusatoria, ricostruita nell’avviso a firma del pm Francesco Carluccio, l’organizzazione o più gruppi avrebbero permesso l’ottenimento di finanziamenti bancari garantiti da risorse pubbliche — tra cui anche fondi connessi all’emergenza Covid — tramite dichiarazioni false o società costituite ad hoc.
L’inchiesta, che copre un arco temporale che va dal 2019 al 2023, vede contestate a vario titolo numerose fattispecie di reato. Non si tratta di ipotesi isolate: si parla di orchestrazioni che avrebbero interessato professionisti (tra cui commercialisti), dipendenti di istituti di credito, imprese edili, commercianti, titolari di bar e ristoranti e società “di comodo”. Tra i nominativi citati dalla stampa figura anche l’ex assessore Michele Dido.
Accuse e profilo operativo contestato
Nel dettaglio, agli indagati vengono contestati, in varie combinazioni, reati come: associazione per delinquere (in due ipotesi), indebita percezione di erogazioni pubbliche, malversazione di erogazioni pubbliche, riciclaggio, favoreggiamento personale e truffa. Le accuse sono mosse sulla base della ricostruzione di un modus operandi che, secondo gli inquirenti, prevedeva l’immissione in circuito di documentazione falsa per ottenere finanziamenti in assenza dei requisiti creditizi.
- Indagati complessivi: 145
- Ipotesi di reato contestate: 252
- Periodo preso in esame: 2019-2023
- Indagati per associazione a delinquere (almeno): 11
Le ipotesi accusatorie parlano di operazioni in cui parte delle somme sarebbe stata convogliata verso soggetti che non avevano titolo a riceverle, con l’appoggio di figure interne o colluse con il sistema bancario e amministrativo, secondo la ricostruzione della GdF.
Conseguenze locali e prossime fasi processuali
Per la comunità di Lecce e della provincia le ramificazioni della vicenda possono essere diverse: dalla possibile responsabilità penale di professionisti e imprenditori locali, alle ripercussioni economiche e reputazionali per le attività coinvolte. Va sottolineato che, allo stato, si tratta di ipotesi investigative che dovranno essere confermate o smentite nelle fasi successive del procedimento penale.
Gli atti sono ora disponibili per la fase successiva delle indagini e per eventuali richieste di accertamenti difensivi. Le persone interessate potranno presentare memorie e documentazione a propria difesa nel corso dell’istruttoria. Non risultano al momento provvedimenti cautelari riportati nelle fonti.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Numero di indagati | 145 |
| Ipotesi di reato | 252 |
| Periodo indagato | 2019-2023 |
| Indagati per associazione | 11 |
La complessità dell’inchiesta, che ha richiesto la sinergia tra la Procura di Brindisi e la Guardia di Finanza, lascia intendere che le verifiche documentali e bancarie siano state estese e approfondite. Per gli interessati restano fondamentali i diritti di difesa e la presunzione di non colpevolezza fino a una eventuale sentenza definitiva.