La Sezione Operativa Navale della Guardia di finanza di Marina di Carrara è stata insignita del Premio nazionale "Ambiente e Legalità 2026" per l'operazione denominata "Terre Pulite". Il riconoscimento è stato conferito il 5 agosto a Rispescia (Grosseto), nell'ambito della XXII edizione di Festambiente, manifestazione promossa da Legambiente.
Indagine e risultati
L'attività investigativa, svolta attraverso controlli di territorio e indagini mirate, ha portato all'individuazione di due aree utilizzate come discariche abusive, con un'estensione complessiva di circa 3.000 metri quadrati. All'interno dei siti sono stati rinvenuti quantitativi ingenti di rifiuti sia pericolosi sia non pericolosi.
- Prima area: ~2.000 m² con un capannone industriale di circa 1.000 m² adibito a deposito incontrollato di rifiuti. Tre persone deferite all'autorità giudiziaria.
- Seconda area: ~1.000 m², in parte realizzata su area demaniale occupata abusivamente; accumulati circa 900 m³ di rifiuti. Cinque persone deferite.
Rischio per le risorse idriche e azioni immediate
Gli investigatori hanno posto particolare attenzione al possibile impatto sulle risorse idriche: nei pressi della seconda area erano presenti due punti di emungimento di acqua potabile destinata al consumo umano. Per questo motivo è stata prontamente coinvolta l'Azienda USL Toscana Nord Ovest per verifiche e misure di tutela, al fine di prevenire potenziali fenomeni di contaminazione legata alla percolazione dei rifiuti.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Superficie complessiva | ~3.000 m² |
| Area 1 | ~2.000 m² (capannone ~1.000 m²) |
| Area 2 | ~1.000 m² (circa 900 m³ di rifiuti) |
| Persone deferite | 8 (3 + 5) |
Significato e conseguenze
Il riconoscimento alla Guardia di finanza sottolinea il ruolo delle forze dell'ordine nelle attività di contrasto agli illeciti ambientali che possono avere effetti diretti sulla salute pubblica e sull'ecosistema. L'individuazione di depositi non autorizzati e la segnalazione alle autorità sanitarie sono passaggi chiave per limitare i rischi immediati e per avviare le procedure di bonifica e responsabilizzazione penale e amministrativa.
La complessità del fenomeno evidenzia la necessità di coordinamento tra istituzioni: controlli sul territorio, monitoraggio delle acque, interventi di rimozione e valutazione del rischio sono attività che richiedono risorse e tempi determinati. Il caso documentato dall'operazione "Terre Pulite" riporta all'attenzione pubblica la relazione tra traffici illeciti di rifiuti, occupazioni abusive e tutela delle risorse naturali.
La premiazione si è svolta alla presenza di esponenti istituzionali e del mondo della giustizia e dell'amministrazione regionale, a conferma dell'interesse collettivo su strategie e strumenti per contrastare crimini ambientali e salvaguardare beni comuni come l'acqua potabile.