Presentato a Pontechianale il programma per sostenere chi sceglie le Terre Alte
Alla terza edizione della Festa delle Alpi, in corso questo fine settimana a Pontechianale (Cuneo), la Città metropolitana di Torino ha messo al centro il progetto Scuola di montagna. L'iniziativa, attiva da cinque anni, è stata illustrata dalla consigliera delegata al turismo Sonia Cambursano davanti a un partenariato che coinvolge realtà piemontesi, valdostane e francesi.
La Scuola di montagna nasce per offrire strumenti pratici a chi decide di trasferirsi nelle zone montane per vivere e lavorare, affrontandone le specifiche criticità: isolamento logistico, accesso ai servizi, sviluppo di attività economiche sostenibili e integrazione nella comunità locale. Il progetto è realizzato in collaborazione con Social Fare e il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università degli Studi di Torino.
Durante la kermesse sono state raccontate storie concrete che mostrano possibilità e ostacoli del vivere in montagna. Tra i casi portati come esempio figurano:
- Roberta Bertolotti, che gestisce il rifugio Toesca a 1710 metri fra San Giorio e Bussoleno;
- Nina Virtuoso, trasferitasi da Milano sopra Cumiana per avviare un progetto di allevamento di galline nei boschi.
Questi racconti sono stati utilizzati per mettere a fuoco strumenti e servizi messi a disposizione dal progetto: dalle forme di accompagnamento all'avvio di impresa, all'assistenza nella gestione delle relazioni con le comunità locali, fino al supporto per la sostenibilità delle attività in ambiente montano.
| Nome | Iniziativa | Località |
|---|---|---|
| Roberta Bertolotti | Gestione rifugio Toesca | San Giorio / Bussoleno (1710 m) |
| Nina Virtuoso | Allevamento di galline nei boschi | Area sopra Cumiana |
La presentazione a Pontechianale conferma la volontà della Città metropolitana di Torino di inserire le politiche per la montagna in un contesto più ampio di cooperazione transregionale e transfrontaliera. Per i residenti e gli amministratori locali l'intervento ha rappresentato un momento operativo: non solo annunci, ma esempi pratici e percorsi replicabili.
Per chi vive nella provincia di Torino e nelle valli, la Scuola di montagna può offrire diverse opportunità concrete:
- accesso a percorsi formativi specifici per attività turistiche e agricole di montagna;
- consulenza per l'avvio di imprese in contesti marginali;
- rete di supporto tra amministrazioni, università e organizzazioni non profit.
La partecipazione a manifestazioni come la Festa delle Alpi consente inoltre di mettere in connessione operatori, potenziali nuovi residenti e soggetti istituzionali, favorendo scambio di pratiche e idee. Rimane centrale però il lavoro sul territorio: la replicabilità dei casi di successo dipende dall'accesso a servizi essenziali, dalla fiscalità locale, dalla rete di infrastrutture e dalla capacità delle comunità di accogliere nuovi arrivi.
La Scuola di montagna, avviata cinque anni fa e sostenuta dall'istituzionalità della Città metropolitana insieme a partner qualificati, continua dunque a promuovere iniziative che cercano di conciliare sviluppo economico e tutela delle identità montane, mostrando percorsi concreti per chi decide di vivere e lavorare in quota.