Un primato europeo che pesa sull'economia reale
Secondo il report dell'Ufficio studi, ricerche e innovazione di Bper Banca, l'Italia si conferma nel 2025 al vertice dell'Unione europea per valore aggiunto agricolo, con una quota del 16,9% del totale Ue. Si tratta di un indicatore che misura il contributo netto del settore alla ricchezza, al netto dei costi dei fattori produttivi, e che colloca il nostro Paese davanti a grandi economie come Spagna, Francia e Germania.
La dimensione economica della filiera
Il documento quantifica la filiera agroalimentare italiana in 89 miliardi di euro di valore aggiunto complessivo, suddivisi tra attività primarie e industria di trasformazione. Il dettaglio riportato nel report è il seguente:
- 46,6 miliardi provenienti da agricoltura, silvicoltura e pesca;
- 42,3 miliardi riconducibili all'industria alimentare;
- Una struttura produttiva che coniuga produzione primaria e lavorazione dei prodotti.
| Voce | Valore (miliardi € / % Ue) |
|---|---|
| Valore aggiunto agricolo (quota Ue) | 16,9% |
| Filiera agroalimentare (totale) | 89 mld € |
| Agricoltura, silvicoltura e pesca | 46,6 mld € |
| Industria alimentare | 42,3 mld € |
| Export agroalimentare | oltre 72 mld € (crescita 5%) |
Export in crescita, ma attenzione al saldo commerciale
Il rapporto segnala un nuovo record delle vendite agroalimentari all'estero: l'export supera i 72 miliardi di euro, con una crescita del 5%. Tuttavia il documento mette in luce anche un peggioramento del saldo commerciale, un elemento che richiede attenzione nelle politiche di sostegno alla filiera e nella gestione delle importazioni di materie prime o semilavorati.
Innovazione e prospettive per imprese e famiglie
Il report evidenzia il boom dell'agricoltura 4.0, fattore centrale per aumentare produttività ed efficienza delle imprese agricole. Per le famiglie e i consumatori questo significa potenziali vantaggi in termini di qualità dell'offerta e tracciabilità dei prodotti; per i commercianti e le industrie alimentari comporta opportunità di riduzione dei costi e nuovi canali di commercializzazione, ma anche investimenti necessari in tecnologia e formazione.
Conseguenze e aree d'intervento
I principali elementi che emergono e richiedono azioni pubbliche e private sono:
- rafforzare le politiche per l'innovazione digitale in campo agricolo e per la transizione ecologica;
- sostenere la competitività nelle filiere di trasformazione per migliorare il saldo commerciale;
- garantire infrastrutture logistiche e misure per facilitare l'accesso ai mercati esteri;
- favorire investimenti in formazione per adeguare le competenze agricole alle tecnologie 4.0.
Il primato europeo nel valore aggiunto agricolo conferma la centralità del comparto per l'economia nazionale, ma la lettura completa del report invita a bilanciare l'ottimismo per i risultati d'export con politiche mirate su innovazione, sostenibilità e logistica per consolidare la posizione dell'Italia sui mercati internazionali e migliorare la performance del saldo commerciale.