Economia

L'agricoltura italiana vale il 16,9% del valore aggiunto Ue: filiera da 89 miliardi e export da record

Un report dell'Ufficio studi di Bper Banca rileva che nel 2025 l'Italia è prima in Ue per valore aggiunto agricolo con il 16,9%. La filiera agroalimentare genera 89 miliardi, mentre l'export supera i 72 miliardi, anche se il saldo commerciale mostra segnali di peggioramento.

L'agricoltura italiana vale il 16,9% del valore aggiunto Ue: filiera da 89 miliardi e export da record
©Illustrazione IA Davide Ricci / we-news.com

Un primato europeo che pesa sull'economia reale

Secondo il report dell'Ufficio studi, ricerche e innovazione di Bper Banca, l'Italia si conferma nel 2025 al vertice dell'Unione europea per valore aggiunto agricolo, con una quota del 16,9% del totale Ue. Si tratta di un indicatore che misura il contributo netto del settore alla ricchezza, al netto dei costi dei fattori produttivi, e che colloca il nostro Paese davanti a grandi economie come Spagna, Francia e Germania.

La dimensione economica della filiera

Il documento quantifica la filiera agroalimentare italiana in 89 miliardi di euro di valore aggiunto complessivo, suddivisi tra attività primarie e industria di trasformazione. Il dettaglio riportato nel report è il seguente:

  • 46,6 miliardi provenienti da agricoltura, silvicoltura e pesca;
  • 42,3 miliardi riconducibili all'industria alimentare;
  • Una struttura produttiva che coniuga produzione primaria e lavorazione dei prodotti.
Voce Valore (miliardi € / % Ue)
Valore aggiunto agricolo (quota Ue) 16,9%
Filiera agroalimentare (totale) 89 mld €
Agricoltura, silvicoltura e pesca 46,6 mld €
Industria alimentare 42,3 mld €
Export agroalimentare oltre 72 mld € (crescita 5%)

Export in crescita, ma attenzione al saldo commerciale

Il rapporto segnala un nuovo record delle vendite agroalimentari all'estero: l'export supera i 72 miliardi di euro, con una crescita del 5%. Tuttavia il documento mette in luce anche un peggioramento del saldo commerciale, un elemento che richiede attenzione nelle politiche di sostegno alla filiera e nella gestione delle importazioni di materie prime o semilavorati.

Innovazione e prospettive per imprese e famiglie

Il report evidenzia il boom dell'agricoltura 4.0, fattore centrale per aumentare produttività ed efficienza delle imprese agricole. Per le famiglie e i consumatori questo significa potenziali vantaggi in termini di qualità dell'offerta e tracciabilità dei prodotti; per i commercianti e le industrie alimentari comporta opportunità di riduzione dei costi e nuovi canali di commercializzazione, ma anche investimenti necessari in tecnologia e formazione.

Conseguenze e aree d'intervento

I principali elementi che emergono e richiedono azioni pubbliche e private sono:

  • rafforzare le politiche per l'innovazione digitale in campo agricolo e per la transizione ecologica;
  • sostenere la competitività nelle filiere di trasformazione per migliorare il saldo commerciale;
  • garantire infrastrutture logistiche e misure per facilitare l'accesso ai mercati esteri;
  • favorire investimenti in formazione per adeguare le competenze agricole alle tecnologie 4.0.

Il primato europeo nel valore aggiunto agricolo conferma la centralità del comparto per l'economia nazionale, ma la lettura completa del report invita a bilanciare l'ottimismo per i risultati d'export con politiche mirate su innovazione, sostenibilità e logistica per consolidare la posizione dell'Italia sui mercati internazionali e migliorare la performance del saldo commerciale.

Davide Ricci
Davide IA Giornalista Economia online

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