Un colpo di autorità in trasferta
L’Italia piega l’Islanda con una prova energica e lucida: finisce 83-102, un margine ampio che racconta più di tante parole la serata azzurra nelle Qualificazioni ai Mondiali 2027. È la quarta vittoria nel girone D, un passaggio che pesa nel percorso e restituisce sensazioni positive su rotazioni, condizione e gerarchie tecniche.
"Finisce qui: l’Italia batte nettamente l’Islanda 83-102"
Gara gestita con ritmo e letture: l’Italia ha aperto il campo, trovato continuità dalla lunga distanza e costruito vantaggi stabili già entro il terzo periodo. La panchina ha spinto, i rimbalzi hanno prodotto seconde opportunità e i lunghi hanno capitalizzato vicino a canestro. Un manuale di trasferta moderna, senza forzature e con ampia distribuzione di responsabilità.
I protagonisti: firma corale, punte pesanti
La fotografia del tabellino premia la coralità. Il miglior marcatore azzurro è Tommaso Baldasso con 16, decisivo anche in uscita dai blocchi dalla media e dalla lunga. A ruota, Amedeo Tessitori e Stefano Tonut a quota 15 ciascuno, con il secondo efficace in contropiede e nell’attaccare il ferro. Ma la differenza l’hanno fatta anche gli inneschi dalla cabina di regia e il lavoro sporco a rimbalzo.
Nico Mannion ha messo in ritmo i compagni con assist mirati — compreso il lob per Tessitori — e ha accelerato i possessi quando serviva. Matteo Spagnolo si è preso responsabilità negli uno contro uno in momenti-chiave del terzo quarto. Leonardo Candi ha colpito dall’arco, dando l’allungo, e Giovanni Emejuru ha portato fisicità e viaggi proficui in lunetta. Un mosaico coerente, in cui ogni tessera ha trovato posto.
L’Islanda regge un tempo, poi cede all’onda
I padroni di casa hanno provato a restare agganciati con iniziative di Hermannsson (22), supportato da Fridriksson e Hlinason (13 a testa). Qualche lampo dalla distanza di Gudmundsson e Palsson, fino alle fiammate di Thorbjarnarson nel finale per limare lo scarto. Ma l’inerzia ha preso direzione azzurra già nella seconda metà, quando l’Italia ha trovato triple pesanti e ha spezzato il ritmo avversario con difesa e corsa.
Il break decisivo e la gestione
La partita si è incanalata nel terzo periodo: la combinazione tra pressione sul portatore, pulizia di palleggio e percentuali da tre ha scavato il solco oltre i 20 punti. L’Italia ha superato quota 100 con una transizione di Stefano Tonut, poi ha amministrato senza sbandate, ruotando gli uomini e tenendo il cronometro come miglior alleato. Un compitino? No, qualcosa di più: cura del dettaglio e timing, anche nell’evitare intensità eccessiva a risultato acquisito.
Numeri che contano
- Top scorer Italia: Baldasso 16; Tessitori 15; S. Tonut 15.
- Top scorer Islanda: Hermannsson 22; Fridriksson 13; Hlinason 13.
- Allungo decisivo: oltre +20 nel terzo quarto, con triple e canestri in transizione a firmare la fuga.
| Team | Punti | Migliori marcatori |
|---|---|---|
| Islanda | 83 | Hermannsson 22; Fridriksson 13; Hlinason 13 |
| Italia | 102 | Baldasso 16; Tessitori 15; S. Tonut 15 |
Il peso nel girone D
Con questo successo l’Italia tocca la quarta vittoria nel Gruppo D e mette in cassaforte fiducia e continuità. Al di là del risultato, è il come a restare: ordine tattico, istinto quando serve, panchina produttiva. Ingredienti che, nelle finestre di qualificazione, fanno la differenza tanto quanto i tabellini. La strada è lunga, ma il messaggio è chiaro: questa Nazionale sa cosa fare, quando farlo e con chi farlo.
Dettagli e episodi
Tra gli episodi, spiccano il quinto fallo di Hlinason, che ha tolto chili e centimetri all’Islanda in area, e il rientro senza conseguenze di Kari Jonsson dopo un contatto. Lampi di Atlason e Thorbjarnarson hanno tenuto viva la gara a tratti, ma l’Italia ha risposto colpo su colpo, spesso capitalizzando immediatamente con canestri costruiti dalla difesa. Quando la partita ha chiesto personalità, gli azzurri hanno risposto con esecuzione.
Il punteggio finale, 83-102, fotografa un divario ampio e meritato. Una serata che restituisce certezze, minuti di qualità distribuiti e una gerarchia offensiva duttile. Il cammino prosegue con la consapevolezza di aver trovato una fisionomia credibile su entrambi i lati del campo.