Mobilità a rischio rincari nel Sud-Est: cresce la tensione nel Ragusano
Nel pieno dell’estate e con la Ragusa–Catania ancora in fase di completamento, rimbalza una notizia che accende il dibattito nel Sud-Est: l’ipotesi di introdurre un pedaggio lungo la Siracusa–Modica, arteria utilizzata ogni giorno da migliaia di automobilisti della provincia. La segnalazione arriva da un intervento della deputata Campo, che lega la proposta al piano di risanamento del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), ente in sofferenza finanziaria.
La prospettiva di un costo aggiuntivo sulla direttrice alternativa più utilizzata dal Ragusano, in una fase di cantieri e deviazioni sulla Ragusa–Catania, viene giudicata penalizzante per pendolari, imprese di logistica, lavoratori stagionali e famiglie che si spostano per ragioni sanitarie o di studio. Sullo sfondo, una stagione turistica in corso e la necessità di spostamenti rapidi tra i poli del barocco ibleo e gli snodi della Sicilia orientale.
Le accuse al CAS e al governo regionale
Nel suo intervento pubblico, la parlamentare richiama una serie di criticità che, a suo dire, investono la gestione del CAS e le valutazioni dell’esecutivo regionale guidato dal presidente Schifani. La deputata ribadisce che la comunità iblea ha sopportato anni di disagi per i lavori sulla Ragusa–Catania e ritiene improponibile l’introduzione di un pedaggio sulla Siracusa–Modica in questo contesto.
«Sarebbe una doppia beffa e un’offesa intollerabile per tutto il Sud-Est siciliano»
Secondo quanto riferito, nel piano dell’ente comparirebbe l’ipotesi tariffaria mentre si chiede alla Regione un ulteriore supporto economico. La deputata richiama anche le più recenti vicende giudiziarie che hanno toccato il Consorzio e sollecita una riflessione sul suo futuro assetto.
Nodi finanziari: le cifre citate
Al centro della disputa c’è il risanamento dei conti del CAS. Nel quadro delineato dalla parlamentare, l’ammontare del fabbisogno e delle esposizioni è cresciuto nel tempo.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Esposizione indicata in passato | circa 46 milioni € |
| Possibile crescita in caso di contenziosi | fino a 90 milioni € |
| Richiesta attuale alla Regione | 100 milioni € |
In questo contesto finanziario, l’idea del pedaggio viene letta come un trasferimento dei costi sui cittadini. La deputata chiede, invece, cambi di gestione e maggiore efficienza amministrativa.
Impatto locale se arrivasse il pedaggio
Un’eventuale tariffazione sulla Siracusa–Modica avrebbe effetti immediati per il territorio ibleo, specie nella fase ancora transitoria della Ragusa–Catania. Tra le principali ricadute:
- Aumento dei costi di pendolarismo per lavoratori e studenti diretti verso la Sicilia orientale.
- Ripercussioni sui trasporti merci e sulla filiera agroalimentare, con possibili riflessi sui prezzi.
- Maggiore congestione su viabilità alternativa gratuita, con impatti sulla sicurezza stradale.
- Effetti negativi su turismo e attrattività delle località balneari e barocche nel periodo di punta.
Il tema tocca dunque non solo la mobilità individuale ma anche la competitività delle imprese e la qualità dei servizi per i residenti della provincia di Ragusa.
Il quadro istituzionale e le prossime mosse
La questione si innesta sul più ampio percorso di risanamento e rilancio della rete autostradale siciliana. Al momento, i contenuti richiamati provengono dall’intervento della deputata e richiedono conferme ufficiali dagli organismi competenti. In assenza di atti pubblici dettagliati, resta la forte preoccupazione locale e la richiesta di trasparenza sui piani e sulle tempistiche.
Le amministrazioni e le rappresentanze del territorio ibleo sono chiamate a monitorare con attenzione l’evoluzione del dossier, chiedendo chiarimenti puntuali su criteri, eventuali esenzioni e tempi di applicazione di qualsiasi misura tariffaria. Sul fronte dei lavori, la priorità condivisa resta il completamento della Ragusa–Catania e la riduzione dei disagi per l’utenza.
Cosa attendersi ora
Nelle prossime settimane, è attesa una definizione più chiara del piano di risanamento del CAS e delle eventuali misure connesse. Il territorio, intanto, chiede che ogni valutazione tenga conto delle specificità della provincia di Ragusa, della fase di cantiere ancora in corso e delle esigenze di chi ogni giorno percorre quelle strade per lavorare, curarsi, studiare o fare impresa.
«È inaccettabile […] un piano che scarica ancora una volta le perdite e le spese sui cittadini»
L’appello è a soluzioni che privilegino efficienza, sicurezza e sostenibilità economica senza aggravare ulteriormente il carico su pendolari e famiglie iblee.