Blitz tra Novara e Verbania: al centro un'area industriale a Paruzzaro
Un'indagine dei carabinieri, battezzata "Terre Pulite", ha portato all'esecuzione di otto misure cautelari collegate a un presunto sistema di smaltimento illecito di rifiuti che avrebbe operato tra le province di Novara e Verbania. Le contestazioni comprendono, a vario titolo, traffico illecito di rifiuti, presunte intimidazioni con metodo mafioso, episodi di usura e gestione occulta di società.
"Terre Pulite"
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il meccanismo si sarebbe sviluppato attorno a un terreno industriale del territorio di Paruzzaro: lì sarebbero stati accumulati grandi quantitativi di materiale proveniente da cantieri, con modalità che avrebbero eluso le procedure previste per il corretto smaltimento.
Le quantità e il presunto vantaggio economico
Le accuse parlano di stoccaggi massicci: circa 12.000 tonnellate di rifiuti inerti e oltre 500 tonnellate di terre da scavo contaminate da idrocarburi e IPA (idrocarburi policiclici aromatici), sostanze potenzialmente pericolose. Gli investigatori stimano un risparmio illecito sui costi di smaltimento di circa 300.000 euro e un'ulteriore perdita per l'ente regionale stimata in 350.000 euro per mancato versamento dell'ecotassa.
| Voce | Quantità / Valore |
|---|---|
| Rifiuti inerti | ~12.000 tonnellate |
| Terre contaminate | >500 tonnellate |
| Risparmio sullo smaltimento (stimato) | ~300.000 € |
| Mancato pagamento ecotassa (stimato) | ~350.000 € |
Modalità contestate e rischi per il territorio
Secondo l'accusa, il gruppo avrebbe utilizzato documenti di trasporto e certificazioni ritenuti falsi o non corrispondenti alla realtà per mascherare gli spostamenti dei materiali. Parti di terreno ufficialmente classificate come rifiuto sarebbero state interrate a costi inferiori rispetto al mercato e, successivamente, rivendute come materiale riutilizzabile senza adeguate analisi chimiche. Questo comportamento solleva interrogativi concreti sulla sicurezza dei suoli e sulla possibile contaminazione ambientale, oltre che sulla concorrenza sleale nei confronti delle imprese che rispettano le norme di smaltimento.
- Impatto ambientale: presenza di IPA e idrocarburi nei materiali stoccati;
- Perdita economica per la collettività: ecotasse non versate e danno alla concorrenza;
- Rischio di gestione mafiosa: accuse di intimidazioni e usura che aggravano il quadro penale.
Le indagini sono in corso e i procedimenti che seguiranno dovranno chiarire ruoli e responsabilità di tutte le persone e delle società coinvolte. Per i residenti e le imprese del Novarese, la vicenda richiama l'attenzione sulla necessità di tracciabilità dei materiali da scavo e sull'importanza di controlli rigorosi per prevenire rischi ambientali e illeciti economici.