Accertamenti su appalto da oltre 9 milioni: l'indagine si allarga
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha intensificato le indagini sulla presunta rete corruttiva legata ai lavori della linea Alta Velocità Napoli-Bari che, secondo gli atti, interessa anche la provincia di Caserta. Al centro dell'accertamento c'è l'affidamento di un appalto per lo smaltimento di circa 2 milioni di metri cubi di terre e rocce, il cui valore supera i 9 milioni di euro.
Secondo quanto emerso, nella nuova fase dell'indagine sono finiti nel registro degli indagati, oltre all'ex sindaco di Caserta Carlo Marino e all'imprenditore Antonio Luserta, diverse altre figure tra imprenditori, professionisti e un funzionario di RFI. Le operazioni dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno portato a perquisizioni domiciliari e presso uffici, con sequestri e acquisizioni di denaro e beni.
Persone e somme indicate negli atti
La Procura, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni con i sostituti Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, ipotizza che l'imprenditore casertano Antonio Luserta abbia ottenuto l'appalto grazie a un presunto interessamento dell'ex sindaco Carlo Marino (PD). In cambio, Marino sarebbe stato destinario di una somma descritta dagli investigatori come il corrispettivo illecito dell'operazione.
| Nome | Qualifica/ruolo | Somma indicata |
|---|---|---|
| Carlo Marino | Ex sindaco di Caserta (PD) | poco superiore a 200.000 euro (ipotesi investigativa) |
| Domenico Semplice | Funzionario RFI | circa 500.000 euro (ipotesi investigativa) |
| Antonio Luserta | Imprenditore | beneficiario dell'appalto |
Nel fascicolo risultano inoltre iscritti gli imprenditori Giovanni Sferragatta e Vincenzo Bifulco, l'architetto Gaetano Sacco — indicato come consulente delle imprese coinvolte — e la moglie del funzionario, l'avvocato Laura Arena. Si conferma la presenza nell'inchiesta dell'avvocato Vincenzo Iorio, collaboratore dell'ex primo cittadino, già interessato da una perquisizione nelle settimane precedenti.
Perquisizioni, sequestri e rilievo locale
I carabinieri hanno eseguito una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici degli indagati. Tra i beni sequestrati gli investigatori segnalano un orologio Rolex dal valore stimato di circa 80.000 euro e consistenti somme in contanti. Gli inquirenti ritengono che il presunto sistema corruttivo possa estendersi ad altri imprenditori del settore delle cave, potenzialmente coinvolti nelle forniture e nello smaltimento dei materiali di scavo.
- Indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.
- Affidamento di un appalto per smaltimento terre e rocce per oltre 9 milioni di euro.
- Perquisizioni e sequestri eseguiti dal Nucleo Investigativo di Caserta.
La vicenda solleva interrogativi concreti per l'area casertana: dalla gestione dei cantieri dell'Alta Velocità ai rapporti tra amministrazioni locali, consulenti e imprese che operano sul territorio. Le verifiche della Procura, al momento, riguardano la fase delle assegnazioni degli appalti e le presunte utilità finanziarie collegate agli affidamenti.
Conseguenze istituzionali e prossimi passi
Le iscrizioni nel registro degli indagati, le perquisizioni e i sequestri rappresentano passaggi formali dell'attività investigativa. Non costituiscono sentenze né condanne, ma segnano l'apertura di una fase istruttoria che potrà portare a ulteriori accertamenti, richieste di misure cautelari o a una richiesta di rinvio a giudizio se gli elementi raccolti lo consentiranno.
Per i cittadini di Caserta resta centrale la necessità di trasparenza nelle procedure di affidamento dei lavori pubblici e nella gestione dei progetti infrastrutturali che interessano il territorio. La Procura proseguirà le indagini; gli sviluppi saranno seguiti dalla magistratura e dalle forze dell'ordine, mentre gli enti coinvolti potranno essere chiamati a fornire chiarimenti e documentazione.