Decisione del Consiglio dei ministri e principi introdotti
Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che modifica il regime della presunzione di imputabilità per i minorenni. Secondo quanto comunicato dal Governo, d'ora in avanti la capacità di intendere e di volere del minore dovrà essere accertata caso per caso, anziché essere coperta da una presunzione generale di non imputabilità.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Il ministro della Giustizia ha spiegato che con il provvedimento «non abbiamo abbassato l'età per la imputabilità del minore, che rimane di 14 anni, e non abbiamo inasprito le pene», sottolineando come cambi il criterio procedurale per valutare la capacità del minore. In un videomessaggio la presidente del Consiglio ha richiamato il principio della responsabilità personale:
"Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne"
Impatto giuridico e aspetti procedurali
La modifica sposta il punto di equilibrio dal principio della presunzione generalizzata alla necessità di una valutazione positiva, caso per caso, della capacità di comprendere e volere. Si tratta di un intervento che incide sul profilo procedurale e probatorio: dovranno essere stabiliti con chiarezza i criteri e le modalità con cui sarà svolto l'accertamento, nonché le competenze tecniche (psichiatri, psicologi forensi, consulenze peritali) coinvolte nei procedimenti.
Questioni aperte e possibili conseguenze
Pur ribadendo che l'età soglia di imputabilità resta ferma a 14 anni e che non sono previste pene più severe, la riforma solleva alcuni interrogativi operativi e di indirizzo politico:
- chi definirà i criteri per l'accertamento della capacità;
- quali saranno i tempi e le garanzie procedurali per evitare disparità applicative sul territorio;
- in che modo si concilierà la nuova disciplina con gli strumenti di tutela e recupero previsti per i minori.
Elementi informativi sintetici
| Voce | Indicazione |
|---|---|
| Età di imputabilità | 14 anni (resta invariata) |
| Presunzione di non imputabilità | Eliminata: serve accertamento caso per caso |
| Pene | Il Governo dichiara che non sono state inasprite |
La proposta ora dovrà seguire l'iter parlamentare. Il dibattito che si aprirà coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni, operatori della giustizia minorile, esperti in neuroscienze e psicologia forense, oltre a associazioni che si occupano di infanzia e tutela dei diritti. La definizione precisa delle procedure di accertamento e delle garanzie a tutela del minore sarà determinante per valutare l'efficacia e l'impatto concreto della riforma.