La Farnesina e il Premio Strega: la cultura come leva di diplomazia
Ospitata per la prima volta in Campidoglio, la serata finale del Premio Strega 2026 segna anche un altro elemento di rilievo: il peso determinante della rete diplomatica italiana nella selezione del vincitore. Secondo il comunicato del Ministero degli Affari Esteri, sono infatti 245 i giurati espressi dagli Istituti Italiani di Cultura su un totale di 800 votanti — una porzione che corrisponde a circa un terzo del voto complessivo. La composizione dei giurati è stata definita seguendo criteri di rappresentatività geografica e di rotazione, per includere anche personalità del mondo editoriale estero.
Il coinvolgimento della Farnesina nella competizione letteraria non è recente: la collaborazione con il Premio Strega nasce nel 2009 con l’obiettivo di potenziare la promozione del libro italiano oltre i confini nazionali. Ogni anno, del resto, i finalisti vengono presentati in sedi degli Istituti Italiani di Cultura; per il 2026 la scelta è ricaduta su Città del Messico, tappa strategica in vista della partecipazione dell’Italia come Paese ospite d’onore alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara.
Perché conta per l’Italia
La decisione di affidare una fetta così significativa del voto alla rete culturale estera evidenzia alcune priorità della politica culturale italiana:
- internazionalizzazione dell’editoria — il peso dei giurati esteri favorisce opere con potenziale di traduzione e distribuzione fuori dall’Italia;
- soft power — valorizzare autori e testi è parte della strategia di immagine del Paese nel mondo;
- dialogo culturale — l’inclusione di operatori esteri aiuta a misurare la recezione internazionale della narrativa italiana.
Dal punto di vista istituzionale, il Ministro degli Esteri ha richiamato questo nesso tra cultura e politica estera, sottolineando come il sostegno alle traduzioni e ad altre iniziative rappresenti uno strumento della cosiddetta “diplomazia della crescita”.
“la letteratura racconta una parte della nostra identità ma anche la ricchezza attraverso la quale l’Italia sa presentarsi al mondo”
La presenza significativa degli Istituti Italiani di Cultura tra i giurati non è neutra: comporta un ruolo attivo della Farnesina nella scelta dei finalisti e, implicitamente, nella costruzione delle narrative che verranno poi offerte al pubblico internazionale. Ciò può favorire opere con maggiore potenziale di circolazione estera, ma apre anche questioni di bilanciamento tra criteri estetici e obiettivi di promozione culturale.
Implicazioni pratiche e prospettive
Per il settore editoriale italiano la sinergia con la Farnesina rappresenta un’opportunità concreta: traduzioni e circuiti internazionali spesso dipendono da visibilità istituzionale e da reti consolidate all’estero. Sul piano politico, invece, la scelta evidenzia una linea chiara della politica culturale nazionale che utilizza premi e manifestazioni letterarie come strumenti di politica estera.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Giurati dalla rete degli IIC | 245 |
| Totale votanti | 800 |
| Quota percentuale | circa 1/3 |
La serata conclusiva del Premio Strega 2026, oltre a decretare il vincitore tra i sei finalisti, confermerà dunque anche il frutto di una politica culturale che mette in campo risorse diplomatiche per promuovere l’editoria italiana. La posta in gioco per l’Italia è la capacità di trasformare riconoscimenti nazionali in occasioni di visibilità internazionale e di mercato per autori ed editori.