Colpo finale a un’organizzazione radicata nel Sorano
La Questura di Frosinone e la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma hanno dato attuazione all’ordine di carcerazione emesso a seguito del rigetto del ricorso in Cassazione, con l’arresto di 12 persone coinvolte nell’operazione denominata “Requiem-ultimatum al crimine”. L’attività rappresenta l’epilogo di un’indagine avviata nel 2018 e condotta dalla Squadra Mobile di Frosinone con il supporto del Comando Provinciale della Guardia di Finanza.
L’indagine era scaturita da arresti per spaccio e da numerosi sequestri di droga a Sora. Gli accertamenti hanno fatto emergere un’organizzazione strutturata e diffusa sul territorio del Sorano, in stretto contatto con gruppi campani, con ramificazioni nel cassinate e in provincia de L’Aquila, e con una divisione interna che ha portato a scontri per il controllo degli affari illeciti.
Reati contestati, arresti e sequestri
I reati contestati, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio ed estorsione. Nel corso dell’intera attività investigativa sono già stati eseguiti numerosi provvedimenti:
- 25 persone coinvolte inizialmente con varie misure (tra cui arresti e domiciliari);
- in una fase precedente sono state arrestate 16 persone e denunciate 12;
- sequestrati oltre 25 kg di stupefacenti tra cocaina, hashish ed eroina.
| Voce | Numero |
|---|---|
| Arresti nell’epilogo | 12 |
| Arresti precedenti | 16 |
| Denunce | 12 |
| Sequestro stupefacenti | oltre 25 kg |
Modalità e contesti emersi
Dalle attività investigative è emerso anche l’uso di una agenzia di onoranze funebri che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata impiegata per il riciclaggio dei proventi illeciti. Le dinamiche interne all’organizzazione hanno portato a una scissione in due sottogruppi, con contrapposizioni anche violente per il controllo del territorio e del traffico di sostanze.
Impatto sul territorio e prossimi passi
Per la provincia di Frosinone si tratta di un intervento di rilievo che fotografa la presenza, sul territorio, di una rete criminale con collegamenti oltre i confini provinciali. L’esecuzione dei provvedimenti di carcerazione rappresenta una fase importante dell’azione giudiziaria, ma le autorità manterranno l’attività d’indagine per monitorare eventuali sviluppi e ricostruire i canali di riciclaggio e favoreggiamento.
La Questura ha infine sottolineato la collaborazione con la Guardia di Finanza e gli uffici giudiziari competenti, che ha permesso di giungere a questo risultato dopo anni di indagini, per rispondere ai fenomeni di spaccio e alle condotte estorsive che hanno interessato più aree della provincia.