La cerimonia e il senso della formazione
Si è svolta oggi la Graduation Ceremony della XII edizione del Corso di Alta Specializzazione in Management dello Sport organizzato dalla Scuola dello Sport di Sport e Salute. Alla cerimonia, che ribadisce la vocazione nazionale dell'iniziativa formativa, hanno partecipato il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, l'Amministratore Delegato Diego Nepi Molineris e il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, oltre a ospiti del mondo sportivo come Max Sirena, CEO del Team Luna Rossa.
Il messaggio al centro dell'evento è chiaro: lo sport non è solo risultato competitivo ma leva di sviluppo economico, di salute pubblica, di inclusione sociale e di rigenerazione territoriale. Per governare questa trasformazione servono professionalità con competenze specifiche. È a questo scopo che risponde il corso, pensato per formare manager capaci di progettare e gestire grandi eventi e percorsi di legacy.
Il profilo dei diplomati e il modello formativo
La XII edizione ha visto la consegna dei diplomi a 25 corsisti — 6 donne e 19 uomini — con età comprese tra i 22 e i 32 anni e provenienze da Veneto, Piemonte, Lazio, Marche, Puglia, Campania e Calabria. Il corso punta a unire teoria e pratica: il percorso prevede numerose ore d'aula e moduli mirati al management degli eventi sportivi.
- Formazione connesa a esperienze sul campo
- Progettualità rivolta a impatto economico e legacy
- Connessione fra mondo istituzionale, imprese e organizzatori di eventi
Durante la cerimonia sei corsisti hanno presentato a Max Sirena un project work focalizzato sull'impatto dell'America's Cup in Italia: analisi delle ricadute economiche, dell'attrattività internazionale, dell'innovazione e delle opportunità per i territori coinvolti. Il confronto diretto con chi guida uno dei programmi sportivi più ambiziosi al mondo è stato pensato come banco di prova per la nuova leva di manager.
Risultati concreti e numeri
Il corso vanta una storia ormai consolidata: dal 2014, in dodici edizioni, sono stati formati 273 professionisti. Secondo i dati presentati, il percorso produce effetti misurabili sul mercato del lavoro: il 27% dei partecipanti delle precedenti edizioni risulta impiegato oggi nel mondo dello sport.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Diplomati XII edizione | 25 (6 donne, 19 uomini) |
| Professionisti formati dal 2014 | 273 |
| Ore in aula | 360 |
| Tasso di occupazione (edizioni precedenti) | 27% |
Conseguenze e prospettive
Il messaggio che emerge è di lungo respiro: la formazione di figure specializzate si inserisce in una strategia più ampia per aumentare la capacità del Paese di attrarre grandi eventi internazionali e di capitalizzarne gli effetti. In questo quadro, eventi come l'America's Cup assumono valore doppio: oltre alla spettacolarità sportiva, rappresentano opportunità di sviluppo per territori e sistemi produttivi. Far dialogare giovani manager con leader di progetto e istituzioni è dunque una pratica che mira a trasformare l'entusiasmo in risultati concreti.
Il corso conferma la sua funzione di laboratorio per chi vuole fare della passione per lo sport una professione e contribuisce a creare quella nuova classe dirigente che, nelle parole di chi ha promosso l'iniziativa, è chiamata a governare l'evoluzione del sistema sportivo italiano.