Un ostacolo invisibile all'eliminazione delle epatiti
Secondo l'Associazione Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI), il cosiddetto sommerso diagnostico rappresenta oggi un freno decisivo al raggiungimento degli obiettivi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per l'eliminazione delle epatiti virali come minaccia per la salute pubblica entro il 2030. A livello globale, circa 287 milioni di persone convivono con un'epatite virale cronica; le infezioni croniche provocano inoltre circa 1,3 milioni di decessi ogni anno, corrispondenti a oltre 3.500 morti al giorno.
Vaccini e farmaci antivirali hanno trasformato la prevenzione e il trattamento — in particolare il vaccino contro l'epatite B e le antivirali diretti contro l'epatite C — ma l'efficacia terapeutica non basta se una parte rilevante dei casi resta non diagnosticata. L'AMCLI evidenzia che molti pazienti rimangono asintomatici per anni e arrivano alla diagnosi solo quando compaiono complicanze epatiche avanzate.
"L'impatto delle epatiti virali croniche è probabilmente ancora sottostimato. Molti pazienti convivono per anni con il virus senza sintomi evidenti e arrivano alla diagnosi quando sono già presenti complicanze epatiche avanzate."
La citazione, del professor Valentina Svicher, componente del Gruppo di Lavoro AMCLI e docente di Microbiologia Clinica, sottolinea due passaggi considerati cruciali per invertire la tendenza: il potenziamento dei programmi di screening e il garantire il corretto collegamento tra diagnosi e presa in carico. Senza questi elementi, l'accesso a vaccini e terapie rimane inefficace sul piano della salute pubblica.
Quali interventi servono
- Incrementare e rendere accessibili i programmi di screening mirati alle popolazioni a rischio.
- Assicurare percorsi certi di presa in carico, dalla diagnosi alla terapia e al follow-up.
- Rafforzare le campagne vaccinali, in particolare per l'epatite B, e colmare le lacune nell'attuazione dei programmi vaccinali.
Il ruolo del vaccino anti-HBV è richiamato come pilastro della prevenzione primaria: oltre a ridurre l'incidenza dell'epatite B e delle sue complicanze, la vaccinazione contribuisce indirettamente anche alla prevenzione dell'epatite D, che si replica esclusivamente in presenza dell'HBV.
Dati essenziali
| Voce | Valore |
|---|---|
| Persone con epatite virale cronica (mondiale) | 287 milioni |
| Decessi annui attribuibili alle epatiti virali | 1,3 milioni |
| Decessi giornalieri (stima) | 3.500 |
Questi numeri, riportati dall'AMCLI in occasione della Giornata Mondiale dell'Epatite, collocano le epatiti tra le principali cause di mortalità per malattie infettive, su livelli comparabili a malattie come la tubercolosi. Il messaggio centrale è chiaro: l'esistenza di strumenti efficaci non equivale automaticamente al loro impiego capillare.
Per le autorità sanitarie e per i servizi regionali di prevenzione il compito è duplice: ampliare l'offerta e l'accessibilità dello screening e ridurre le barriere che impediscono alle persone diagnosticate di accedere alle cure. Solo così sarà possibile avvicinarsi agli obiettivi di riduzione del 90% delle nuove infezioni e del 65% della mortalità correlata indicati dall'OMS per il 2030.
Infine, l'AMCLI richiama l'attenzione sulla necessità di monitorare e colmare le criticità nell'attuazione dei programmi vaccinali, affinché la prevenzione primaria continui a dare i suoi effetti su scala collettiva.