Si è spenta nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio Ines Cavalcanti, figura di riferimento per la promozione e la salvaguardia della lingua e della cultura occitana in Italia. Nata a Elva nel 1951 e residente a Roccabruna, Cavalcanti lascia un'eredità culturale consistente: è stata la prima donna occitanista delle valli e la fondatrice della Chambra d’Òc, associazione che ha svolto un ruolo centrale nella valorizzazione delle tradizioni linguistiche e culturali delle valli occitane piemontesi.
Un percorso dedicato alla lingua e all’identità
Per decenni Cavalcanti ha promossi progetti di portata locale e internazionale, lavorando per riconoscere e rafforzare una lingua spesso percepita come marginale. Ha curato iniziative editoriali, manifestazioni culturali e percorsi di valorizzazione del territorio che hanno contribuito a costruire una rete di soggetti impegnati nella tutela delle lingue madri.
"Fino al 1970 - raccontava - non sapevo di essere occitana, non conoscevo neanche il nome della lingua che parlavo, per definire la nostra lingua dicevamo ‘parlare a nòsta mòda’"
Quella testimonianza mette in luce il cambiamento di prospettiva che Cavalcanti ha favorito: dall’anonimato identitario a una consapevolezza collettiva che ha dato impulso a pratiche culturali e politiche di tutela.
Il ruolo nel Premio Ostana e nei progetti culturali
Come direttrice artistica del Premio Ostana, riconoscimento internazionale dedicato alle lingue madri, Cavalcanti ha saputo collocare le valli del Piemonte su un palcoscenico più ampio, promuovendo il dialogo tra comunità linguistiche diverse e creando uno spazio di confronto europeo. Con la Chambra d’Òc ha ideato e sostenuto iniziative come Occitan lenga Olimpica, L’Occitània a pè e Las Valadas Occitanas a pè, progetti nati per ripensare il rapporto tra paesaggio, memoria e lingua.
- Fondatrice della Chambra d’Òc;
- Direttrice artistica del Premio Ostana;
- Ideatrice di iniziative per la valorizzazione culturale e territoriale delle valli occitane.
La sua attività si è svolta con una dimensione che ha superato i confini locali: Cavalcanti ha avviato collaborazioni e scambi con esponenti della cultura occitana francese — tra questi, l'incontro con François Fontan, che lei stessa ricordava come decisivo per aprire nuove prospettive — contribuendo a una più ampia rivendicazione di diritti linguistici e culturali in Europa.
Un’eredità per il futuro
La scomparsa di Cavalcanti rappresenta una perdita significativa per le comunità che si riconoscono nella tradizione occitana. Il lavoro da lei avviato ha reso possibile non soltanto la sopravvivenza di forme linguistiche e pratiche culturali, ma ha anche favorito la costruzione di nuove pratiche di partecipazione civica e culturale.
| Anno di nascita | Età | Ruoli principali |
|---|---|---|
| 1951 | 75 anni | Fondatrice della Chambra d’Òc; Direttrice artistica del Premio Ostana |
Il mondo della cultura e delle minoranze linguistiche italiane perde una protagonista che per decenni ha lavorato con passione e concretezza. Le iniziative e le istituzioni che ha contribuito a creare continueranno a essere punti di riferimento per chi, nelle vallate e oltre, intende tutelare lingue, memorie e identità.