Ricognizione dall'alto per contenere i rischi di ripartenza
Le operazioni di bonifica dopo l'incendio scoppiato nei pressi di Morgongiori hanno fatto ampio uso di droni dotati di termocamere, impiegati dal nucleo Uas della Protezione civile regionale e dal Corpo forestale. Dall'alba sono stati segnalati circa 15 punti caldi ancora attivi: grazie alle riprese termiche, le squadre a terra sono state guidate con precisione verso le aree da bonificare per impedire ripartenze delle fiamme.
L'utilizzo di dispositivi aerei ad alta tecnologia ha accelerato le operazioni di individuazione dei focolai difficili da rilevare visivamente e ha contribuito a ridurre i tempi di ispezione, oltre a limitare l'esposizione diretta degli operatori al pericolo. Sul campo si sono visti modelli di droni professionali con sensori termici e algoritmi di supporto alla lettura delle immagini.
Come funziona l'intervento e cosa cambia per i cittadini
- Ricognizione aerea: i droni ispezionano dall'alto le aree interessate, rilevando differenze di temperatura che segnalano focolai nascosti nella vegetazione o sotto la lettiera del bosco.
- Direzione delle squadre di bonifica: le informazioni termiche permettono di indirizzare le squadre operative verso i punti effettivamente caldi, ottimizzando risorse e tempi.
- Sicurezza degli operatori: il volo dei droni limita la necessità di controlli a mano in zone pericolose, riducendo il rischio per chi interviene a terra.
La Protezione civile regionale di Oristano era già intervenuta con il nucleo Uas il giorno precedente, coordinando il monitoraggio insieme al Corpo forestale. L'uso combinato di termocamere e sistemi di intelligenza artificiale è stato indicato come elemento chiave nella rapida identificazione delle criticità.
Dettagli tecnici e assetti impiegati
Tra gli apparati segnalati vi sono droni professionali che integrano termocamere di elevata sensibilità e software per l'analisi delle riprese, utili per distinguere i punti caldi anche in condizioni visive avverse. Queste tecnologie consentono interventi mirati evitando dispersione di uomini e mezzi su vaste superfici.
| Elemento | Ruolo nell'intervento |
|---|---|
| Drone con termocamera | Individuazione dei punti caldi non visibili a occhio nudo |
| Nucleo Uas Protezione Civile | Ricognizione e mappatura delle aree a rischio |
| Squadre a terra (bonifica) | Intervento mirato sui focolai segnalati |
Per i residenti delle zone limitrofe vale l'invito a mantenere massima prudenza: non avvicinarsi alle aree interdette e segnalare tempestivamente alle autorità eventuali fumi o riprese di fiamma. Il monitoraggio proseguirà fino a quando le condizioni non consentiranno di considerare la zona completamente sicura.
Le tecnologie aeree impiegate nelle emergenze antincendio rappresentano una risorsa importante per la protezione del territorio provinciale: accelerano le operazioni, migliorano la sicurezza e consentono una gestione più efficiente dei mezzi sul campo.