Nuovo capitolo nella vicenda della discarica di Riceci
La controversia sulla possibile realizzazione di una discarica nell’area di Riceci si è arricchita di un nuovo atto giudiziario: la società Aurora srl ha impugnato davanti al Consiglio di Stato la sentenza del TAR che aveva dato ragione alla Provincia di Pesaro e Urbino nella sua opposizione al progetto. La notizia è stata rilanciata dall’associazione La Lupus in Fabula, che in una nota pubblicata nei giorni scorsi chiede chiarimenti su chi abbia assunto la decisione di presentare il ricorso.
L’associazione solleva soprattutto questioni legate alla responsabilità degli amministratori delle società coinvolte. Nel comunicato si sottolinea come, secondo l’articolo richiamato del Codice Civile, la responsabilità degli amministratori di Srl e Spa implichi che atti rilevanti — come il ricorso al Consiglio di Stato — siano valutati alla luce dell’onere di diligenza e delle conseguenze economiche per la società madre.
“Chi ha deciso il ricorso al Consiglio di Stato?”
La nota di La Lupus ricorda inoltre alcune spese già sostenute nelle fasi precedenti della vicenda, a titolo di richiamo per i lettori. Tra le voci citate figura l’acquisizione di una partecipazione in Aurora srl da parte di Marche MultiServizi, per un importo che nel comunicato viene indicato come 2.900.000 euro corrispondente al 40% delle quote, mentre al momento dell’acquisizione la società vantava un capitale sociale di appena 25.000 euro. Questi dati vengono richiamati dall’associazione per evidenziare il peso economico delle scelte compiute.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Acquisizione 40% quote Aurora srl | 2.900.000 € |
| Capitale sociale Aurora srl (alla data citata) | 25.000 € |
Nella nota si suggerisce che il ricorso al Consiglio di Stato possa avere una funzione difensiva sotto il profilo legale, nel caso in cui dovessero seguire azioni civili finalizzate ad accertare responsabilità gestionali. L’associazione ritiene pertanto necessario chiarire le motivazioni interne che hanno portato alla scelta di impugnare la sentenza del TAR.
Impatto locale e punti aperti
La vicenda resta di forte interesse per i cittadini del territorio interessato, non solo per gli aspetti ambientali legati alla possibile realizzazione di una discarica, ma anche per le ricadute economiche sulle casse delle società partecipate e, indirettamente, sui contribuenti locali. Rimangono aperte alcune domande pratiche cui la comunità e gli interlocutori istituzionali attendono risposta:
- Chi, in concreto, ha deliberato il ricorso al Consiglio di Stato all’interno delle società coinvolte?
- Quali saranno i costi aggiuntivi per la società e per il bilancio dell’ente in caso di protrazione del contenzioso?
- Quali sono le tempistiche previste per la discussione del ricorso al Consiglio di Stato e per eventuali ulteriori gradi di giudizio?
Finché non arriveranno dettagli ufficiali dagli organi societari o da Marche MultiServizi, l’unico fatto accertato è il deposito del ricorso e la presa di posizione pubblica dell’associazione La Lupus in Fabula che chiede trasparenza e responsabilità. Sarà importante seguire gli sviluppi giudiziari e le eventuali risposte pubbliche dei soggetti coinvolti, sia per la tutela dell’ambiente sia per la corretta gestione delle risorse pubbliche.
Contesto: la vicenda ha già attraversato più fasi giudiziarie e amministrative; la Provincia aveva opposto il proprio diniego e il TAR le aveva dato ragione, ma ora la procedura è riaperta con il ricorso in Cassazione amministrativa. La cittadinanza e le associazioni locali mantengono alta l’attenzione.