Settore in contrazione, dati allarmanti per imprese e occupazione
La crisi dei carburanti sta producendo ripercussioni pesanti sull'intera filiera del trasporto e della distribuzione nelle Marche, con effetti particolarmente accentuati nella provincia di Pesaro e Urbino. Secondo l'analisi del Centro Studi Cna relativa al primo trimestre 2026, sul territorio regionale risultano attive 352 imprese del settore, un numero inferiore di 104 unità rispetto al primo trimestre 2021, pari a una perdita del 22,8%.
I riflessi sul mercato del lavoro sono altrettanto significativi: la regione registra una riduzione degli addetti del 9,3%, ma sul territorio provinciale la contrazione occupazionale è molto più marcata, con un calo del 28,7% nel Pesarese.
Cause e proteste delle imprese
Secondo Cna Fita Marche, la misura introdotta dal Governo — un taglio temporaneo di 17 centesimi sul prezzo del gasolio — è un sollievo ma non una soluzione strutturale. L'associazione mette in evidenza come la volatilità dei listini e l'andamento internazionale dei mercati non spieghino completamente gli aumenti osservati, ipotizzando anche l'incidenza di manovre speculative sui prezzi alla pompa.
«Le tensioni internazionali non bastano a giustificare appieno i rincari estivi, imputabili anche a manovre speculative».
La Cna sollecita controlli capillari sulla filiera per evitare che il beneficio del taglio delle accise venga neutralizzato da immediati rincari e chiede misure strutturali, come l'estensione del rimborso delle accise sul gasolio.
Impatto sul territorio e possibili conseguenze pratiche
- Riduzione dell'offerta di servizi di trasporto sul territorio, con effetti su imprese locali e logistica delle filiere produttive.
- Aumento dei costi di servizio per gli utenti finali e rischio di chiusure per i gestori dei distributori locali, già in difficoltà davanti agli elevati margini delle grandi compagnie petrolifere.
- Pressione sul mercato del lavoro locale, con ricadute negative su occupazione e reddito nelle famiglie coinvolte.
Dati essenziali
| Voce | Valore |
|---|---|
| Imprese attive settore (Marche, I trim 2026) | 352 |
| Perdita di imprese rispetto al 2021 | 104 (-22,8%) |
| Calo addetti (Marche) | -9,3% |
| Calo addetti (Pesaro e Urbino) | -28,7% |
| Calo imprese (Pesaro e Urbino) | -17,5% |
Per le imprese locali gestire i costi energetici significa spesso dover rivedere tariffe, ridurre investimenti o, nel peggiore dei casi, cessare l'attività. Le richieste della Cna puntano dunque a ottenere interventi che non limitino l'effetto a breve termine ma favoriscano una sostenibilità duratura della filiera.
Le istituzioni regionali e nazionali sono chiamate a valutare sia misure di controllo sui prezzi sia strumenti di sostegno mirati alle piccole imprese e ai gestori dei distributori, che rappresentano l'ultimo anello della catena e soffrono la maggiore marginalità. Nel breve periodo, gli operatori locali dovranno monitorare l'evoluzione dei prezzi e le normative sui rimborsi d'imposta per contenere l'emorragia economica e preservare i livelli occupazionali.