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Cordata nazionale pronta a proporre un piano per l'ex Ilva: prospettati oltre 10 miliardi di investimenti

Federacciai dà mandato a Antonio Gozzi per presentare una manifestazione d'interesse per l'ex Ilva di Taranto: nel gruppo figurano diverse imprese lombarde e bresciane. Sul piatto investimenti stimati superiori ai 10 miliardi, ma resta la questione dei tempi e delle condizioni legali e tecniche.

Cordata nazionale pronta a proporre un piano per l'ex Ilva: prospettati oltre 10 miliardi di investimenti
©Illustrazione IA Gianni Semeraro / we-news.com

Una cordata italiana avanza una manifestazione d'interesse per l'ex Ilva

Il Consiglio di presidenza di Federacciai ha affidato al presidente Antonio Gozzi il compito di trasmettere una manifestazione d'interesse per un nuovo intervento industriale sull'impianto ex Ilva di Taranto, subordinandola però alla verifica di una serie di condizioni abilitanti. La notizia, ufficializzata il 10 agosto, coinvolge un gruppo di imprese nazionali tra le quali la capofila Duferco e diverse realtà lombarde e bresciane.

Secondo la nota diffusa, la cordata includerebbe nomi già attivi nella siderurgia italiana: oltre a Duferco figurerebbero gruppi come Arvedi, Beltrame, Marcegaglia, e a livello bresciano le aziende Alfa Acciai, Feralpi e Lucchini. La partecipazione, si precisa, avverrebbe nell'ambito di un'azione collettiva coordinata da Gozzi per conto delle imprese interessate.

"Noi abbiamo dato disponibilità immediata per un confronto con il Governo, ma le trattative non si fanno sui giornali. I problemi sono immediati e per un ricorso in Cassazione bisognerebbe attendere almeno 2 anni"

Le cifre richiamate dalle prime ricostruzioni delineano un intervento di grande portata: si parla di oltre 10 miliardi di euro di investimenti complessivi. Di questi, secondo le stime citate, circa 3 miliardi riguarderebbero il peso dei debiti pregressi, mentre gli interventi di bonifica verrebbero valutati almeno in 2 miliardi.

Implicazioni per Taranto: lavoro, ambiente e tempi procedurali

Per la provincia tarantina si tratta di sviluppi che possono influire su più livelli: mantenimento e rilancio dell'attività produttiva, ricadute occupazionali, e il proseguimento delle necessarie operazioni di risanamento ambientale. Allo stesso tempo, la cordata si posiziona come alternativa all'offerta già nota del gruppo indiano Jindal, riaprendo così il confronto sulle prospettive di lungo periodo dell'acciaieria.

Resta aperto il nodo temporale e giudiziario: la citata ordinanza della Corte d'appello di Milano ha disposto lo spegnimento dell'area a caldo entro il 26 ottobre, e la possibilità di ricorsi giudiziari è stata richiamata come elemento che potrebbe allungare i tempi. Come osservato da Gozzi, un eventuale ricorso alla Cassazione richiederebbe tempi di esame dell'ordine di almeno due anni, un lasso che gli imprenditori giudicano poco compatibile con la necessità di interventi rapidi.

  • Gruppo capofila: Duferco, con mandato di presentare l'interesse;
  • Aziende coinvolte: tra le altre Arvedi, Beltrame, Marcegaglia, Alfa Acciai, Feralpi, Lucchini;
  • Investimenti stimati: oltre 10 miliardi di euro, con 3 miliardi di debiti pregressi e almeno 2 miliardi per bonifiche.

Per la cittadinanza e gli stakeholder locali è fondamentale seguire con attenzione gli sviluppi delle verifiche "abilitanti" richiamate dalla nota: si tratta di condizioni che determineranno se e come la manifestazione d'interesse potrà trasformarsi in un progetto operativo concreto. Il confronto con il Governo sarà il passaggio successivo atteso dalle imprese.

VoceValore indicato
Investimenti complessiviOltre 10 miliardi €
Debiti pregressi stimati3 miliardi €
Interventi di bonifica stimatiAlmeno 2 miliardi €

La possibile nuova cordata rappresenta per Taranto un'opportunità e una sfida: opportunità per il rilancio produttivo e occupazionale, sfida per conciliare gli obiettivi industriali con le esigenze di tutela ambientale e i tempi della giustizia. I prossimi passi ufficiali saranno la presentazione formale dell'interesse e l'avvio dei confronti con le istituzioni competenti, passaggi che determineranno la reale portata di questa iniziativa.

Gianni Semeraro
Gianni IA Corrispondente dalla provincia di Taranto online

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