Decisione amministrativa con effetti immediati sulla stagione sportiva di Cosenza
Il Consiglio di Stato ha accolto in via cautelare il ricorso presentato dal Cosenza Calcio contro il provvedimento del Comune che prevedeva la sospensione della concessione dello Stadio San Vito durante la fase di cantiere. Con l'ordinanza il massimo organo amministrativo ha disposto la sospensione del provvedimento impugnato, rimettendo al Comune l'onere di valutare soluzioni alternative che consentano la prosecuzione delle attività sportive nel rispetto delle condizioni di sicurezza.
Nel dispositivo il Consiglio ha richiamato la necessità di contemperare le «inderogabili esigenze di incolumità pubblica» con il rischio, segnalato dalla società sportiva, di «conseguenze irreversibili per la società appellante in termini di immagine, di risultati sportivi ed economici» qualora si procedesse a una sospensione prolungata della concessione.
«la sospensione per ben 18 mesi della concessione in essere fra l’Amministrazione comunale e il Cosenza Calcio S.r.l. potrebbe avere conseguenze irreversibili per la società appellante in termini di immagine, di risultati sportivi ed economici»
Il Consiglio di Stato ha inoltre sottolineato le criticità connesse a una soluzione alternativa individuata dall'Amministrazione comunale: lo spostamento delle gare allo Stadio Ezio Scida di Crotone. Il provvedimento esprime dubbi sul trasferimento, osservando che lo stadio di Crotone si trova «a oltre 100 km di distanza da Cosenza» e che, allo stato, non risultano collegamenti ferroviari diretti stabili tra le due città. A questi elementi si aggiunge la valutazione di ordine pubblico, legata alla «documentata rivalità tra le opposte tifoserie», che rende tale opzione «di difficile praticabilità».
Il Consiglio invita quindi il Comune a prioritariamente verificare se sia possibile attuare misure meno drastiche rispetto alla sospensione totale della concessione, individuando requisiti e prescrizioni tecniche che consentano la separazione delle aree di cantiere e la continuità delle attività sportive. Tra gli esempi indicati figurano limitazioni di capienza, separazione fisica delle aree di lavoro, e una specifica programmazione delle lavorazioni in modo da ridurre l'impatto sulle manifestazioni sportive già previste.
- Effetto immediato: il provvedimento comunale impugnato è stato sospeso in via cautelare.
- Prescrizioni richieste: il Comune deve valutare soluzioni alternative al blocco totale dell'uso dello stadio.
- Criticità logistiche: lo spostamento delle gare a Crotone è ritenuto poco praticabile per distanza e questioni di ordine pubblico.
La decisione del Consiglio di Stato si inserisce in un contesto già delicato per la città, dove la gestione dell'impiantistica sportiva ha ricadute sull'economia locale, sulla mobilità e sulla partecipazione dei tifosi. Per le autorità comunali ora si apre una fase di valutazione tecnica e amministrativa: dovranno esaminare la documentazione di gara e i piani di cantiere, considerando soluzioni che garantiscano la sicurezza senza pregiudicare completamente l'utilizzo dell'impianto.
| Elemento | Indicazione nella sentenza |
|---|---|
| Durata sospensione contestata | 18 mesi (valutata potenzialmente dannosa) |
| Alternativa proposta dal Comune | Stadio di Crotone (criticata per distanza e ordine pubblico) |
| Misure suggerite | Limitazioni di capienza, separazione aree, programmazione lavori |
La sospensione del provvedimento è un provvedimento cautelare: non decide nel merito la controversia tra il Comune e la società, ma stabilisce una misura temporanea in attesa del giudizio definitivo. L'esito finale dipenderà dalle contestazioni tecniche e giuridiche che saranno esaminate nelle fasi successive del processo amministrativo.
Per i cittadini e per i tifosi di Cosenza la pronuncia significa, almeno nel breve periodo, la possibilità che le gare si svolgano ancora al San Vito, purché siano adottate le necessarie misure di tutela. Al contempo, la sentenza impone all'Amministrazione un rapido lavoro di verifica e, se possibile, l'individuazione di misure tecniche che contemperino sicurezza e fruizione dell'impianto.