Linee guida per rendere la riforma dello sport più concreta e sostenibile
Nel Salone d’Onore del CONI è stata presentata la relazione finale della Commissione Paritetica composta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC). L’incontro ha segnato un passaggio cruciale: trasformare i principi della riforma dello sport in strumenti applicativi pensati per le diverse realtà che animano il movimento sportivo italiano.
Obiettivi: efficacia delle tutele, semplificazione e sostenibilità
Il documento nasce da un confronto multidisciplinare tra dirigenti sportivi e professionisti dell’area economico‑giuridica. Al centro ci sono tre obiettivi espliciti: rendere più efficaci le tutele (compreso il safeguarding), alleggerire gli oneri amministrativi e garantire modelli organizzativi proporzionati alla dimensione delle strutture sportive.
Tra le proposte emerse, le principali riguardano:
- la differenziazione dei modelli organizzativi in funzione delle caratteristiche e dei rischi specifici degli enti sportivi;
- la predisposizione di schemi semplificati rivolti ad associazioni e società sportive dilettantistiche di piccole dimensioni;
- la definizione delle competenze richieste alle figure di safeguarding e l'istituzione di percorsi formativi qualificati.
“ Safeguarding ? La situazione nel mondo sportivo italiano è eterogenea e ogni valutazione deve partire da questo presupposto. Dobbiamo consolidare i
La citazione del presidente del CONI, riportata nella relazione, sottolinea la necessità di considerare la grande varietà delle situazioni operative nel Paese: dalle piccole società dilettantistiche alle grandi federazioni, ogni realtà richiede risposte tarate.
Conseguenze pratiche per ASD e SSD
Le ASD e le SSD rappresentano il tessuto di base dello sport italiano. Le proposte mirano a ridurre gli oneri burocratici e a proporre soluzioni proporzionate al livello di rischio e alla capacità organizzativa delle singole realtà, con l’effetto atteso di facilitare l’adozione delle nuove norme e migliorare la compliance senza gravare inutilmente sulle piccole realtà.
| Problema | Proposta | Risultato atteso |
|---|---|---|
| Onere amministrativo per piccole realtà | Schemi semplificati per ASD/SSD | Maggiore applicabilità e minor costo di conformità |
| Disomogeneità delle prassi di tutela | Definizione competenze safeguarding e formazione | Standard minimi uniformi di protezione |
Prossimi passi e scenari
Il lavoro della Commissione Paritetica fornisce strumenti operativi che ora dovranno essere declinati nelle circolari, nei modelli e nei percorsi formativi. Il vero nodo sarà l’attuazione: tradurre le raccomandazioni in modelli realmente utilizzabili dalle società sportive e definire percorsi di supporto tecnico e formativo per i dirigenti locali.
Se applicata con attenzione alla dimensione delle realtà interessate, la proposta può alleggerire le piccole società e contemporaneamente innalzare gli standard di tutela complessivi. In assenza di un'applicazione calibrata, invece, il rischio rimane quello di trasferire burocrazia senza benefici reali sul campo.
La relazione consegnata oggi segna dunque l’avvio della fase operativa: ora serve raccordo tra istituzioni, ordini professionali e mondo associativo per trasformare le linee guida in prassi condivise.